C’è ancora un divario tra Nord e Sud Italia: la predisposizione al risparmio, quantificabile attraverso i depositi in banca.
Stando ai dati di Bankitalia, infatti, il deposito bancario medio per abitante in Italia ha raggiunto i 19.812 euro a maggio, con una crescita del 4,3% rispetto al 2021. Ma la media nazionale nasconde differenze profonde tra le diverse aree del Paese: al Nord si arriva a 22.702 euro pro capite, mentre nelle Isole ci si ferma a 13.049 euro, con uno scarto di quasi 10 mila euro.
Le Isole e le regioni del Sud Italia si sono, però, dimostrate più dinamiche negli ultimi anni: dal 2021 la Sicilia e la Sardegna registrano un aumento dei depositi pro capite dell'11,1%, seguite dal Sud con il 9,4%. La crescita si ferma al 5% nel Centro, mentre nel Nord si limita all'1,3%. Un'accelerazione nelle aree che partivano, dunque, da livelli di risparmio inferiori. E comunque l’aumento dei depositi non coincide necessariamente con un rafforzamento degli investimenti o dell’economia locale.
Entrando nel dettaglio dei dati territoriali, in testa alla classifica regionale si trova il Trentino-Alto Adige, con 27.737 euro di depositi medi per abitante, in crescita del 7,4%. Segue a stretto giro la Lombardia (23.809 euro), con un incremento di appena lo 0,4% sul 2021.
Dal lato opposto della classifica, si incontrano la Sicilia con 12.444 euro pro capite (+8,2%), e la Calabria con i depositi pro capite a 14.202 euro (+8,5%).
Anche scendendo a livello provinciale, la classifica dei depositi in banca è guidata da tre città del Nord. Guida Bolzano con 30.804 euro di depositi procapite, seguita da Milano a quota 28.103 euro. Medaglia di bronzo a Piacenza con 27.154 euro. Maglia nera, invece, alla provincia di Isernia con 24.017 euro di depositi pro capite. (riproduzione riservata)