Nel terzo trimestre 2026 l’Italia è riuscita a compensare i mancati flussi di gas naturale liquefatto dal Qatar e a soddisfare una domanda in aumento, il tutto proseguendo verso il traguardo del 90% di riempimento degli stoccaggi, raggiunto il 20 ottobre con circa 10 giorni di anticipo rispetto all’obiettivo europeo e un vantaggio di 15 punti percentuali sulla media Ue. È il risultato più eclatante che emerge dal rapporto Polaris di Snam sul periodo luglio-settembre. Il conflitto in Iran, il perdurare della crisi di Hormuz e le tensioni sul mercato del gnl, si legge nella relazione, hanno complicato la campagna europea di riempimento, mentre in Italia, «la modulazione (degli stoccaggi, ndr) ha consentito di destinare una maggiore quota del gas disponibile alla domanda corrente, compensando la mancata fornitura di gnl dal Qatar».
La gestione degli stoccaggi da parte del gruppo guidato dall’ad Agostino Scornajenchi si è rivelata strategica anche per l’andamento dei consumi. Nel terzo trimestre, infatti, la domanda nazionale di gas naturale è stata pari a 12,3 miliardi di metri cubi, corrispondenti a 131 terawattora. Il 60% dei volumi, circa 7,5 miliardi di mc, è stato assorbito dalle centrali termoelettriche, mentre all’industria sono andati 3,5 miliardi, pari al 29%, e al settore residenziale e terziario 1,3 miliardi, l’11% del totale.
Le ondate di calore di luglio e agosto, con temperature nettamente superiori alle medie stagionali, hanno tenuto accesi i condizionatori e alzato i consumi di elettricità, sia durante il giorno sia nelle ore serali, quando la produzione fotovoltaica diminuisce. Ci si è messa anche la siccità, che ha frenato la generazione idroelettrica. Le centrali a gas si sono trovate così a compensare una domanda elettrica più elevata. Solo ad agosto, per dare un’idea, il gas utilizzato per la generazione termoelettrica ha raggiunto circa 2,4 miliardi di mc, il 36% in più rispetto allo stesso mese del 2025.
Sul fronte degli approvvigionamenti, il terzo trimestre ha registrato importazioni complessive di gnl addirittura superiori a quelle dello stesso periodo del 2025. Secondo Polaris, il risultato è stato favorito anche dalla maggiore disponibilità del terminale di Cavarzere, che l’anno precedente aveva subito dei fermi per manutenzione. L’andamento non è stato però uniforme durante il trimestre e il dato di settembre mostra come sia cambiato il contributo delle diverse vie di ingresso del gas in Italia.
Nel mese, infatti, le importazioni di gnl sono diminuite di 200 milioni di metri cubi rispetto a settembre 2025. Nello stesso mese, però, da Tarvisio sono entrati circa 200 milioni di metri cubi in più, un incremento equivalente, nei dati di Snam, proprio al calo dei flussi di gnl. A questi si sono aggiunti altri 100 milioni di metri cubi da Passo Gries. Come sottolinea il rapporto Polaris, i maggiori flussi dai due punti d’ingresso settentrionali hanno compensato la riduzione dei volumi di gas naturale liquefatto, col risultato che il gas complessivamente immesso nella rete italiana è aumentato del 2% su base annua, circa 100 milioni di metri cubi. (riproduzione riservata)