Snam chiude il 2025 sopra la guidance e alza il dividendo: rende più del Btp. Investimenti per 14 miliardi al 2030
Snam chiude il 2025 sopra la guidance e alza il dividendo: rende più del Btp. Investimenti per 14 miliardi al 2030
Ricavi a 3,9 miliardi e utile netto a 1,42 miliardi (+10,3%). Il nuovo piano prevede una rab al 2030 di 34,5 miliardi e disinvestimenti per 1,6 miliardi. L’aumento Irap per il dl Bollette può tradursi in maggiori oneri di 40 milioni annui nel 2026 e nel 2027. Scornajenchi: bene la misura sull’ets

di Nicola Carosielli 05/03/2026 08:10

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Snam chiude il 2025 con risultati superiori alla guidance e presenta il nuovo piano strategico al 2030, che prevede investimenti record per circa 14 miliardi di euro e conferma una politica di dividendi in crescita. Il Consiglio di amministrazione ha approvato la relazione finanziaria annuale e il piano industriale 2026-2030, delineando una strategia focalizzata sul rafforzamento delle infrastrutture energetiche e sull’integrazione di nuovi vettori come idrogeno e CO2.

Conti 2025 sopra la guidance

Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi totali per 3,885 miliardi di euro, in aumento dell’8,9% rispetto ai 3,568 miliardi del 2024. L’ebitda adjusted è salito a 2,969 miliardi (+7,8%), mentre l’utile netto adjusted ha raggiunto 1,422 miliardi di euro, in crescita del 10,3% su base annua.

Gli investimenti complessivi dell’esercizio sono stati pari a 2,758 miliardi di euro, mentre l’indebitamento finanziario netto si è attestato a 17,5 miliardi, livello inferiore alla guidance rivista grazie alla forte generazione di cassa.

La crescita è stata sostenuta principalmente dall’aumento della RAB tariffaria, arrivata a 26,2 miliardi di euro (+8,3%), grazie agli investimenti nel trasporto e nello stoccaggio e all’ingresso di nuovi asset come Stogit Adriatica e la Fsru di Ravenna.

Dividendo 2025 sale del 4%: dividend policy confermata anche nel piano

Sulla base dei risultati conseguiti, il Consiglio proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo complessivo per l’esercizio 2025 pari a 0,3021 euro per azione, in aumento del 4% rispetto al 2024: offre un rendimento del 4,75%, ben oltre il tasso del Btp 10 anni al 3,46%.

Il dividendo include un acconto di 0,1208 euro per azione, già pagato a gennaio 2026, e un saldo di 0,1813 euro per azione che sarà messo in pagamento dal 24 giugno 2026 (stacco cedola il 22 giugno).

Contestualmente il gruppo ha confermato la dividend policy del nuovo piano industriale, che prevede una crescita del dividendo per azione del 4% annuo fino al 2030 con un payout massimo dell’80%, garantendo una remunerazione stabile e crescente agli azionisti lungo l’arco del piano.

Piano strategico 2026-2030: investimenti record

Il nuovo piano industriale prevede 13,7 miliardi di euro di investimenti netti (14,4 miliardi lordi), circa il 10% in più rispetto al piano precedente. Il 97% delle risorse sarà destinato ad attività regolate, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e la flessibilità del sistema energetico.

Di questi, in particolare, 9,2 miliardi di euro sono per il potenziamento della rete di trasporto gas; 2,1 miliardi per lo sviluppo degli impianti di stoccaggio; 1 miliardo per l’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento della partecipazione in OLT; 800 milioni per il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 a Ravenna; 200 milioni per lo sviluppo della dorsale nazionale dell’idrogeno; circa 380 milioni complessivi per biometano ed efficienza energetica; 1 miliardo per innovazione digitale ed energy tech.

Tre leve di crescita e rab da 34,5 miliardi al 2030

Il piano si basa su tre leve strategiche: crescita industriale, gestione attiva del portafoglio e un programma di asset rotation che individua opportunità per circa 3 miliardi di euro tra dismissioni di asset non core e acquisizioni mirate.  Una strategia che dovrebbe portare Snam a una crescita media annua della Rab del 5,7%, fino a circa 34,5 miliardi di euro entro il 2030. L’ebitda adjusted è atteso salire a circa 3,8 miliardi, con un tasso annuo medio di crescita (cagr) del 5,4%, mentre l’utile netto adjusted dovrebbe crescere con un tasso medio del 4,5% annuo.

L’indebitamento finanziario netto è previsto in aumento fino a circa 23,8 miliardi di euro nel 2030, principalmente per sostenere il programma di investimenti e la distribuzione dei dividendi.

Asset rotation per 3 miliardi

Nel corso del piano sono state individuate opportunità per circa 3 miliardi, di cui 1,6 miliardi saranno disinvestimenti di asset non core e circa e 1,2 miliardi di acquisizioni selettive. Il programma è concepito per essere value-accretive entro il 2030, con +1,8 miliardi di euro in termini di rab tariffaria e un incremento del 6% dell’ebitda (con un miglioramento del cagr dell’1%), riducendo l’indebitamento finanziario netto di circa 400 milioni di euro entro il 2030.

Contesto energetico e prospettive

Nel 2025 la domanda di gas in Italia è salita a 63,42 miliardi di metri cubi (+2% su base annua), mentre i volumi rigassificati dagli asset Snam hanno raggiunto 7,73 miliardi di metri cubi, in forte aumento grazie all’entrata in funzione della Fsru di Ravenna.

Il gruppo continua a puntare sul rafforzamento delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e rigassificazione per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e favorire l’integrazione energetica europea, affiancando allo sviluppo del gas nuovi vettori della transizione come idrogeno, biometano e cattura della CO2.

Sul fronte regolatorio, il decreto energia approvato dal governo a febbraio introduce un aumento temporaneo dell’aliquota Irap per il settore energetico, che per Snam potrebbe tradursi in maggiori oneri stimati in circa 40 milioni di euro annui nel 2026 e nel 2027. 

A tal proposito, Scornajenchi, ha sottolineato durante la presentazione che «bisogna dare merito al governo di aver messo a terra una serie di misure per ridurre il costo dell’energia, tra cui l’aver messo in discussione il meccanismo dell’ets».

In un contesto energetico ancora volatile, il gruppo punta quindi su investimenti infrastrutturali, disciplina finanziaria e una politica di dividendi crescente per rafforzare il proprio ruolo nel sistema energetico italiano ed europeo. (riproduzione riservata)