Sicurezza, servizi ed estero per le nuove Ferrovie. Parla l’ad Strisciuglio
Sicurezza, servizi ed estero per le nuove Ferrovie. Parla l’ad Strisciuglio
L’ad di Fs alla fiera InnoTrans di Berlino: nuovo piano industriale da 20 miliardi l’anno, di cui a Rfi andrà più della metà. Discontinuità con il passato

di di Giusy Iorlano 22/09/2026 02:00

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La prima uscita internazionale della nuova era di Ferrovie dello Stato va in scena a Berlino a InnoTrans 2026, la principale fiera mondiale delle tecnologie ferroviarie e della mobilità. Fs arriva con una vetrina di novità tecnologiche, dai droni hi-tech per il monitoraggio di cantieri, ponti, viadotti e gallerie alle soluzioni per digitalizzare e automatizzare il trasporto merci, come il Digital Automatic Coupling e lo Smart Train. Ma è soprattutto l’occasione per presentare il nuovo corso del gruppo, con una squadra di vertice rinnovata e un obiettivo preciso: chiudere entro la fine dell’anno il nuovo piano industriale.

Discontinuità con il passato

La discontinuità con l’ex gestione Donnarumma è chiara sin da subito nelle parole di Gianpiero Strisciuglio, ad e dg del gruppo dallo scorso luglio. La priorità è trasformare la stagione degli investimenti, accelerata dal Pnrr, in servizi migliori e più affidabili. «Siamo al lavoro per dare la nostra impronta. Vogliamo definire il piano entro la fine dell’anno per non perdere tempo e rilanciare la nostra attività», ha spiegato l’ad. La parola d’ordine sarà sicurezza, con investimenti nell’innovazione dei processi manutentivi e l’obiettivo di «passare dai cantieri ai servizi». Un passaggio rilevante per un gruppo che conta circa 1.300 cantieri aperti in Italia, metà dei quali per manutenzione.

Gli investimenti

Sul fronte degli investimenti, il nuovo piano dovrebbe essere di circa 20 miliardi l’anno, di cui 11-12 riservati per le infrastrutture. Nel 2025 Rfi ha investito un complessivo di 11,6 miliardi per le infrastrutture su un totale dell’intero gruppo di 18,3 miliardi. Un piano che «sarà ferroviario» per vocazione e perimetro. «Ci occuperemo solo di ciò che è ferrovia, che è il nostro core business», ha detto il numero uno di Fs, facendo intendere che il modello Rab (Regulatory Asset Base), pensato per favorire l’ingresso di capitali privati nel finanziamento della rete ferroviaria, non rientrerebbe nei dossier sul tavolo. Tra le priorità ci sono, invece, la Bari-Napoli, il nodo di Verona, l’Alta velocità nel Mezzogiorno e i cantieri in Sicilia, oltre ai collegamenti europei.

Lo sviluppo internazionale

Lo sviluppo internazionale è l’altro pilastro, ma con un approccio selettivo e orientato alla creazione di valore. Fs vuole consolidare la presenza in Francia, Spagna e Germania. In questo quadro si inserisce il progetto Frecciarossa in Germania, con l’obiettivo di partire dalla prossima estate, in cooperazione con Deutsche Bahn e ÖBB.

Sul fronte commerciale arriva anche la rassicurazione ai passeggeri – «non aumentiamo il prezzo dei biglietti ferroviari» – e l’annuncio del rinnovo della flotta con la presentazione di Trenitalia, insieme ad Alstom, del nuovo Intercity, capace di raggiungere i 200 Km/h. (riproduzione riservata)