Siccità, 4 mila centrali del Nord rischiano di rimanere a secco
Siccità, 4 mila centrali del Nord rischiano di rimanere a secco
L’allarme lanciato dal piano di gestione del distretto del Po inviato al Mase. La continua carenza di acqua in estate può creare seri problemi agli impianti idroelettrici che pescano l’88% dei volumi dal maggior fiume italiano. In Europa allerta per Reno e Danubio

di Angela Zoppo 16/07/2026 21:00

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La siccità può mettere sotto pressione oltre 4 mila centrali idroelettriche. Sono quelle che pescano nei bacini del distretto del Po, ma non è soltanto l’effetto del caldo torrido e della scarsità d’acqua che stanno segnando questa estate. Il nuovo Piano di gestione del distretto idrografico del Po per il periodo 2027-2033, trasmesso al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la valutazione ambientale strategica, spiega bene un quadro che sta cambiando. Ne deriva che l’emergenza sta diventando strutturale, al punto da imporre di ripensare la gestione della risorsa idrica, anche in funzione della produzione di energia. Riecheggia la grande crisi dell’idroelettrico del 2022.

I numeri danno la misura della posta in gioco: nelle regioni del distretto sono censiti 4.167 impianti idroelettrici. L’energia è di gran lunga la principale utilizzatrice della risorsa idrica nel bacino del Po: su oltre 420,5 miliardi di metri cubi di volumi annui complessivamente concessi, ben 370 miliardi sono destinati agli usi energetici. Si tratta di una percentuale che sfiora il 90% (88%). L’agricoltura, per avere un termine di confronto, si ferma a circa 39,2 miliardi di metri cubi, mentre poco più di 5 miliardi sono i volumi destinati all’uso potabile. Mentre le utility mettono in atto le misure anti-blackout, il Piano ricorda inoltre che l’utilizzo idroelettrico è di tipo «non dissipativo»: dopo aver azionato le turbine, infatti, l’acqua viene restituita al fiume.

La mappa delle centrali idroelettriche alimentate dal Po

La distribuzione degli impianti conferma il ruolo strategico del distretto. Il Piemonte concentra 1.109 impianti idroelettrici, seguito dal Trentino-Alto Adige con 906 e dalla Lombardia con 761. Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Liguria e Valle d’Aosta completano una rete composta prevalentemente da impianti di piccola taglia, inferiori a 1 megawatt, diffusi lungo tutto il sistema alpino e appenninico del bacino

Secondo il Piano, il quadro climatico sul quale è stato costruito negli anni il sistema di gestione dell’acqua sta cambiando. La riduzione degli accumuli di neve, che inoltre si sciolgono prima del tempo, sta modificando la distribuzione stagionale delle portate d’acqua. A questo si aggiunge una distribuzione delle precipitazioni sempre più irregolare, con eventi intensi concentrati in periodi brevi, alternati a fasi più lunghe in cui non cade nemmeno una goccia.

il cambiamento climatico e la gestione delle risorse idriche

Per questo il Piano richiama la necessità di adattare la gestione della risorsa idrica alle nuove condizioni climatiche, integrando in modo sempre più stretto le esigenze dell’energia, dell’agricoltura, degli usi civili e della tutela degli ecosistemi.

Tra le infrastrutture chiamate a svolgere un ruolo decisivo ci sono anche gli invasi. Nel distretto se ne contano 179, con una capacità utile di 2,5 miliardi di metri cubi, per oltre il 50% destinata alla produzione energetica. Il documento osserva che i volumi non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno complessivo del bacino e sottolinea l’importanza di una gestione coordinata della risorsa. Il nuovo Piano dovrà essere approvato entro dicembre 2027.

Il caso del Po non è isolato. Anche nel resto d’Europa alcuni dei grandi fiumi stanno risentendo del caldo persistente (che ha un impatto economico anche sulle famiglie). Sul Reno il livello dell’acqua è sceso al punto da limitare il carico delle navi merci, aumentando i costi del trasporto. Anche lungo il Danubio le autorità monitorano l’evoluzione delle portate per le possibili ripercussioni su navigazione e gestione dell’acqua. (riproduzione riservata)