La siccità dell’estate 2026, che non ha risparmiato nessun Paese europeo, rappresenta un enorme freno alla crescita del pil europeo (nel secondo trimestre è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente). Infatti non sarà soltanto la Germania a pagare il prezzo dei bassi livelli delle acque del Reno (sono scesi ai minimi storici di 6-8 cm a Kaub, al di sotto del precedente minimo di 25 cm registrato nel 2018, e le imbarcazioni operano al 10-20% della capacità normale), ma tutta l’Europa: i costi di trasporto aumentano, la forza lavoro ne risente, la produzione agricola subisce un duro contraccolpo e le centrali elettriche non riescono a essere adeguatamente raffreddate. Insomma, la siccità ha effetti sistemici.
Ma c’è chi può avvantaggiarsi con questo quadro negativo. Un evidente beneficiario, secondo gli analisti di AlphaValue, dovrebbero essere le compagnie europee di riassicurazione. «Le principali compagnie assicurative busseranno alle loro porte per condividere i costi della siccità del 2026, probabilmente enormi, dato che oltre agli impatti macroeconomici anche gli edifici subiranno danni, ma questo rappresenterà per i riassicuratori un'opportunità per aumentare finalmente i prezzi», prevedono gli analisti di Alphavalue.
La propensione delle compagnie assicurative a fare meno ricorso alla riassicurazione, sulla scia del rafforzamento dei propri prezzi nel ramo Property & Casualty, potrebbe quindi essere ridimensionata. Un elemento di cautela riguarda, però, gli ultimi sviluppi legati a El Niño. Se questi dovessero sfociare in inondazioni invernali in Europa, come è accaduto nel luglio 2021 e poi nel 2024, il conto per le compagnie di riassicurazione potrebbe diventare piuttosto difficile da sostenere.
Il trasporto è il secondo grande tema. Ciò che non può essere trasportato assumerà prezzi più elevati, favorendo soluzioni alternative. Qui il concetto di pass-through, cioè la possibilità di trasferire gli aumenti dei costi ai clienti, è fondamentale. «Sembra che le aziende europee abbiano imparato la lezione dall’ondata inflazionistica del 2022 e dalla guerra con l’Iran, riorganizzando di conseguenza i propri contratti», sostengono ad AlphaValue. «I prezzi possono essere adeguati immediatamente, con un margine aggiuntivo. Su questa base, gli operatori del trasporto e della logistica sono ben posizionati per applicare prezzi elevati o addirittura eccessivi. Non si sentono più proteste particolari per l’aumento dei prezzi del diesel: i clienti pagano e stanno zitti».
Oltre a Kuehne + Nagel, in grado di sfruttare le differenze di prezzo tra tutti i vari modi di trasporto, a detta degli esperti si dovrebbe considerare Brenntag e la sua forte posizione nel trasporto di prodotti chimici. In modo più indiretto, anche D/S Norden e AP Moller stanno beneficiando parecchio sia della possibilità di trasferire più rapidamente gli aumenti di prezzo sia della capacità scarsa.
I trader, aggiungono ad AlphaValue, sono per loro natura ben posizionati per sfruttare i meccanismi di scarsità e di pass-through. Purtroppo sono poco rappresentati. Glencore è il candidato più evidente, anche Dksh può essere considerata, sebbene il suo business sia dominato da contratti di lungo periodo.
Novonesis appartiene a una categoria completamente diversa. I suoi processi basati sugli enzimi rappresentano alternative a basso consumo energetico rispetto alle tradizionali trasformazioni industriali ad alta intensità energetica. È possibile che, nel breve termine, l’aumento dei costi dell’industria tradizionale durante una fase di temperature persistentemente elevate generi nuova domanda per alternative basate sugli enzimi.
Lo stesso ragionamento, in misura minore, può essere applicato a Givaudan, Symrise, Kerry e Dsm-Firmenich, poiché i prodotti chimici utilizzati per aromi e fragranze rappresentano un'alternativa all’aumento dei costi dei prodotti naturali. Questo ragionamento è valido soltanto se anche in questo settore il pass-through funziona efficacemente.
La siccità e le ondate di calore tendono, purtroppo, a mandare in ospedale i cittadini più fragili, che necessitano di assistenza. I fornitori di apparecchiature per le terapie intensive, così come i produttori di ventilatori polmonari, dovrebbero beneficiarne. Particolarmente interessante è Drägerwerk, che non fornisce soltanto apparecchiature per le unità di terapia intensiva, ma anche dispositivi di sicurezza per i lavoratori impiegati in settori a rischio — come quello chimico e i vigili del fuoco — oltre che per il settore militare. Sempre sul tema della sicurezza, il produttore di mezzi antincendio Rosenbauer è un titolo interessante.
Sul fronte dei beni strumentali (capital goods), stanno emergendo numerose storie societarie legate alla lotta contro il riscaldamento globale, trasformandolo in un’opportunità di business. «Tra quelle che abbiamo in mente ci sono Nexans e Prysmian, poiché praticamente tutte le reti elettriche ormai obsolete devono essere aggiornate più rapidamente di quanto inizialmente previsto», segnalano gli analisti di AlphaValue.
Infine, alcuni titoli del settore dei materiali da costruzione, a partire da Saint-Gobain, sono dei veri e propri «nat cat naturals», cioè beneficiari naturali dell’attività di ricostruzione associata al cambiamento climatico (inondazioni e tempeste) e del bisogno in aumento di isolamento. Anche Belimo, focalizzata sui sistemi Hvac (riscaldamento, ventilazione e climatizzazione), rientra in questa categoria, sebbene il titolo sia già diventato costoso a causa della domanda legata all’intelligenza artificiale per il raffreddamento dei data center. Di seguito i 16 titoli azionari che possono beneficiare della siccità segnalati da AlphaValue.
Sul fronte del credito, invece, gli spread creditizi ancora non riflettono l’impatto della siccità in Europa. Ma Laura Cooper, Global Investment Strategist and Head of Macro Credit di Nuveen, si aspetta che la situazione cambi nelle prossime settimane, con i risultati societari del terzo trimestre che potrebbero servire da catalizzatore.
Finora i mercati hanno considerato questa situazione più come una questione meteorologica che come un tema legato al credito, ma l'entità delle interruzioni suggerisce il contrario. Il Reno trasporta 280 milioni di tonnellate di merci all'anno, rappresentando il più importante corridoio logistico europeo dopo le rotte marittime. Il Kiel Institute stima che un'interruzione prolungata di 30 giorni, misurata sulla base di livelli idrometrici inferiori a 78 cm, comporti una perdita dell'1% della produzione industriale. «Ciò potrebbe tradursi in circa lo 0,25% del pil, in un momento in cui la crescita tedesca è già soggetta a forti pressioni», avverte Laura Cooper.
«La siccità, da sola, raramente produce un impatto significativamente negativo sul credito. Al contrario, tende ad amplificare le tensioni già presenti. L'attuale crisi ripropone questa dinamica in un momento in cui la crescita tedesca deve fare i conti con ostacoli strutturali e le pressioni inflazionistiche sui prezzi degli alimenti stanno aumentando».
I crediti maggiormente esposti alla dispersione? Le utility mostrano una netta divergenza. I produttori fortemente esposti all'idroelettrico e al nucleare devono affrontare ostacoli operativi, mentre i produttori di gas e termoelettrici sono posizionati per beneficiare dei prezzi dell'elettricità più elevati che normalmente accompagnano una riduzione della produzione idroelettrica. «Ci aspettiamo che le utility diversificate registrino performance migliori rispetto agli operatori puramente idroelettrici o nucleari nell'Europa centrale e orientale, in Austria e nell'Europa meridionale», suggerisce Laura Cooper.
Il settore chimico, aggiunge l’esperta di Nuveen, è esposto al rischio di interruzioni nel trasporto delle materie prime dipendente dal Reno. Finora le aziende sono riuscite a gestire la situazione ricorrendo a soluzioni logistiche alternative, ma i produttori petrolchimici maggiormente dipendenti dal trasporto su chiatta continuano a essere esposti al rischio di forza maggiore, in un settore già gravato da eccesso di capacità e domanda debole.
«Il settore industriale è esposto, ma non in modo sistemico. Circa il 7% delle merci tedesche viene trasportato attraverso le vie navigabili interne, il che significa che le interruzioni rappresentano un problema concreto, senza tuttavia interessare l'intero settore. I produttori di acciaio e cemento, però, devono affrontare sia le difficoltà logistiche sia l'aumento dei costi degli input», continua Laura Cooper.
Invece i titoli di credito del settore del food & beverage sono esposti soprattutto allo stress sul fronte agricolo, più che a quello legato ai trasporti. Si prevede che il raccolto di mais in Francia diminuisca del 35% su base annua, il peggior calo degli ultimi decenni, con pressioni analoghe in altre aree agricole, tra cui il settore delle patate nei Paesi Bassi. Gli emittenti con approvvigionamento diversificato e maggior potere di determinazione dei prezzi dovrebbero riuscire ad assorbire queste pressioni sui costi più efficacemente rispetto alle società più piccole e geograficamente concentrate.
«I colli di bottiglia nel trasporto delle merci e l'inflazione alimentare sostengono un approccio più prudente alla duration nel segmento investment grade europeo, in particolare sulle emissioni a più lunga scadenza dei settori sopra indicati», consiglia Laura Cooper. «L'obiettivo non è evitare questi comparti, ma essere selettivi. Le società con una generazione di energia diversificata, soluzioni logistiche alternative o un forte potere di determinazione dei prezzi dovrebbero essere premiate man mano che i risultati societari distingueranno le realtà più resilienti da quelle maggiormente esposte». (riproduzione riservata)