La tassa sui pacchi low cost sarà applicata amche in Francia. Dopo il via libera del Consiglio europeo alle nuove regole doganali – che entreranno in vigore da luglio e tassano gli articoli contenuti in piccoli pacchi che entrano nell’Unione europea –anche Parigi, seguendo l’esempio italiano, ha introdotto un sovrapprezzo di 2 euro, che dal prossimo 1 marzo sarà applicato su ogni spedizione da Paesi extra-Ue di piccolo valore.
L’obiettivo principale è difendere la filiera produttiva d’oltralpe dall’offensiva asiatica, in attesa di un intervento strutturale a livello europeo sulle dogane. Secondo la Commissione europea, il volume di piccoli pacchi in arrivo nell’Ue è raddoppiato ogni anno dal 2022, fino al 2024 quando sono entrati nel mercato 4,6 miliardi di pacchi di questo tipo, il 91% dei quali provenienti dalla Cina.
La scelta di intervenire già al livello nazionale tassando i pacchi extra-Ue non dovrebbe restare una scelta isolata: altri Paesi, infatti, stanno valutando l’adozione di misure statali analoghe a quelle messe in campo dai governi di Meloni e Macron. D’altronde la lettera che il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e il suo omologo francese, Serge Papin, hanno indirizzato alla Commissione per chiedere una risposta coordinata contro l’e-commerce sleale, era stata sottoscritta da altri 14 Stati membri, tra cui Spagna, Belgio, Austria, Grecia, Polonia e Ungheria. (riproduzione riservata)