La filiera del trasporto aereo in Italia genera un impatto economico di 78,1 miliardi di euro sostenendo 415 mila posti di lavoro, tra diretti e indiretti. Questa la fotografia scattata dal rapporto “Lo stato del trasporto aereo 2026: il futuro tra crescita e decarbonizzazione”, realizzato da Teha Group, The European House-Ambrosetti e presentato nell’ambito del quinto congresso annuale della Fondazione Pacta (Patto per la Decarbonizzazione del Trasporto Aereo).
L’Italia nel corso del 2025 è stata il secondo mercato aeroportuale dell’Unione Europea con 230 milioni di passeggeri e la crescita più elevata tra i principali Paesi europei (+4,7% sul 2024).
Da segnale, in particolare, che il trasporto aereo italiano ha veicolato circa il 50% degli arrivi turistici e quasi il 70% della spesa turistica complessiva. E sul fronte cargo, pur movimentando poco più del 5% dei volumi esportati extra-Ue, gli aerei hanno trasportato il 26,2% del loro valore, garantendo la proiezione internazionale per le filiere industriali strategiche del Made in Italy.
Parallelamente, la crescita del settore aereo italiano è stato accompagnato da una riduzione del 22% delle emissioni per passeggero dal 2010: la seconda migliore performance tra le principali economie europee, segnala ancora il rapporto.
Però, per raggiungere il target Net Zero al 2050, il settore necessita di circa 101 miliardi di euro (tra investimenti e costi aggiuntivi), pari a 4 miliardi l’anno, di cui oltre il 60% destinato ai Sustainable Aviation Fuels: la domanda italiana di Saf è prevista crescere di circa 42 volte rispetto ai livelli attuali. Senza interventi, le emissioni del comparto potrebbero, invece, aumentare del 34% entro il 2050 e il maggiore costo medio per passeggero potrebbe determinare, rispetto allo scenario base, una perdita fino a 154 milioni di passeggeri e una riduzione dei ricavi fino a 17 miliardi di euro. (riproduzione riservata)