Sesa prova a lasciarsi alle spalle la paura del mese scorso, quando l’ultimo aggiornamento dell’intelligenza artificiale di Anthropic ha abbattuto molti titoli tecnologici. Gli investitori, in poche parole, si sono spaventati di fronte alle ultime novità, temendo che nel giro di poco tempo l’AI possa spazzare via intere industrie. Tuttavia, la società IT - quotata sul segmento Star - chiude i primi nove mesi dell’esercizio 2025-2026 (che terminerà il 30 aprile) con una crescita a doppia cifra di fatturato e redditività. Nonostante i ribassi accusati nei primi mesi del 2026 (-10% circa da inizio anno), a 12 mesi il bilancio in borsa resta positivo, con un rialzo di circa il 15%.
In più, l’amministratore delegato di Sesa, Alessandro Fabbroni, ribadisce: «Non siamo una società Saas (software-as-a-service), ma un digital integrator. Il nostro ruolo in realtà è ancora più centrale nell’attuale scenario, con una domanda crescente di integrazione di tecnologia e soluzioni di governo e protezione dei dati che abilitano un’efficace adozione dell’AI», sostiene l’ad. «In 50 anni di storia abbiamo vissuto molti momenti di discontinuità, dal mainframe e internet fino al cloud. Ogni volta Sesa si è evoluta e ha continuato a crescere. Anche questa volta pensiamo di essere ben posizionati come partner in grado di portare la digitalizzazione nel tessuto dell’economia italiana».
Nei primi nove mesi dell’anno fiscale Sesa ha ottenuto ricavi pari a 2,7 miliardi di euro (+11,2%, con una crescita organica del 7,5%), con un’accelerazione nel terzo trimestre (+10,5%). Stesso trend per l’ebitda, cresciuto dell’11,6% nei tre mesi terminati il 31 gennaio arrivando a 191,1 milioni grazie ai settori Value Added Services e Business Services. L’utile netto consolidato adjusted è stato pari a 88,2 milioni (+15,2%).
«Anche la generazione di cassa è stata molto positiva con un miglioramento della posizione finanziaria netta di oltre 30 milioni dopo aver distribuito 40 milioni di euro tra dividendi e buyback nei primi nove mesi dell’esercizio», aggiunge l’ad. Più cassa, dunque, e meno debito. L’indebitamento netto scende infatti a 58,5 milioni, 33,7 milioni in meno su base annua.
Nei conti non è stata inclusa la cessione del 6,6% di DV Holding, che sarà perfezionata entro il 30 aprile e avrà un impatto di 11 milioni con una plusvalenza di circa 7 milioni.
Sulla base di questi numeri Sesa conferma gli obiettivi per l’esercizio 2025-2026, ovvero una crescita dei ricavi tra il 5% e il 7,5% e un incremento dell’ebitda tra il 5% e il 10%. Per il risultato netto, invece, l’aspettativa è di un miglioramento a doppia cifra, tra il 10% e il 12,5%. «La visibilità è molto buona quindi la guidance è confermata nella parte alta dei target con 3,6 miliardi di ricavi attesi al 30 aprile 2026», ribadisce Fabbroni. «Guardiamo con fiducia anche al prossimo esercizio, mantenendo la focalizzazione su crescita organica e sviluppo delle competenze delle persone, sempre più cruciali in questa fase di adozione dell’AI e automazione. Non abbiamo abbandonato l’m&a ma, in coerenza con il nostro piano industriale, ci concentriamo su acquisizioni mirate bolt-on». (riproduzione riservata)