Seri va in rosso prima del delisting. Il mega progetto della gigafactory da 1 miliardo con Eni a Brindisi
Seri va in rosso prima del delisting. Il mega progetto della gigafactory da 1 miliardo con Eni a Brindisi
Dopo aver chiuso il 2025 in utile, ad aprile Seri Industrial è finita in rosso. La ex Spac in via di delisting a sconto è impegnata in un mega progetto a Brindisi, dove le banche hanno erogato 150 milioni

di di Elena Dal Maso 11/08/2026 16:00

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La situazione contabile di Seri Industrial al 30 aprile 2026 aggiunge nuovi elementi alla storia dell’ex Spac che si prepara a lasciare Piazza Affari. Nei primi quattro mesi dell’anno la società, una holding industriale attiva nei settori della transizione energetica, dell'economia circolare e della mobilità elettrica, ha registrato una perdita di 1,84 milioni dopo l’utile netto di 9,65 milioni del 2025. Il dato emerge dal bilancio intermedio approvato dal cda in vista della fusione con Seri.

Sale la pfn a 107,6 milioni di euro

Nei primi quattro mesi ha realizzato 1,43 milioni di ricavi da clienti, principalmente management fees e servizi centralizzati alle controllate. Il margine operativo lordo è risultato negativo per 930 mila euro e il risultato operativo per circa 1 milione, mentre gli oneri finanziari netti hanno raggiunto 836 mila euro. Il patrimonio netto è sceso da 162,2 a 160,4 milioni.

Sul fronte finanziario, la pfn netta adjusted è salita a 107,6 milioni dai 104,7 milioni di fine 2025. Nei primi quattro mesi il flusso di cassa operativo è stato negativo per 2,94 milioni, mentre sono stati rimborsati 2,39 milioni di finanziamenti.

Operazione Versalis a Brindisi da 1 miliardo 

La società, ancora quotata, ha una jv con Eni a Brindisi per costruire, nell’ex stabilimento Versalis, una gigafactory da 1 miliardo coperto in buona parte da fondi europei, oltre che da un finanziamento da 150 milioni garantito da Sace ed erogato da Uniredit, Intesa Sanpaolo, Bnl Bnp Paribas e Cdp. I numeri arrivano mentre Seri Industrial ha imboccato la strada dell’uscita da Piazza Affari.

Assemblea straordinaria il 12 novembre

La controllante Seri detiene già il 56,378% e la fusione prevede l’assegnazione di 1,9167 azioni Seri di nuova emissione per ogni azione Seri Industrial, senza conguaglio in denaro. Chi non approverà l’operazione potrà esercitare il diritto di recesso a un prezzo fissato dal cda a 2,556 euro per azione, a deciso sconto (-13%) rispetto al valore di chiusura pre-annuncio, fatto che ha causato il tracollo del titolo a 2,38 euro. L’assemblea straordinaria è convocata per il 12 novembre. (riproduzione riservata)