Seri Industrial affonda a Piazza Affari dopo il progetto di delisting. Il titolo quotato su Euronext Milan, sospeso in avvio per eccesso di ribasso, lascia venerdì sul terreno oltre il 20% e scende a 2,36 euro (lontana dai massimi del 2021 di quasi 11 euro), per una capitalizzazione di circa 111 milioni di euro. A pesare sulle vendite è la decisione del consiglio di amministrazione, comunicata nella serata di giovedì, di proporre la fusione per incorporazione nella controllante Seri Spa, operazione che punta a cancellare la quotazione da Euronext Milan. (Borsa Italiana).
La società campana, attiva nei materiali plastici, nel riciclo e nel settore degli accumulatori elettrici, era approdata sul mercato attraverso la business combination con la Spac Industrial Stars of Italy 3, quotata su Aim Italia nel 2017. Oggi il controllo fa capo a Seri Spa che detiene il 56,37% del capitale, mentre il resto (43,53%) è rappresentato dal flottante. La catena di controllo fa riferimento alla famiglia Civitillo: secondo i dati Consob, Vittorio Civitillo controlla la maggioranza dei diritti di voto e guida la società come ceo.
Sul fronte dei conti, emergono le debolezze: nel primo trimestre Seri Industrial ha registrato ricavi per 41,5 milioni di euro, in diminuzione del 29% rispetto allo stesso periodo del 2025, principalmente per la contrazione della Divisione Mobilità Sostenibile. I dati del semestre saranno invece resi noti il 29 settembre.
La proposta di fusione sarà sottoposta al voto dell’assemblea straordinaria convocata per il 12 novembre 2026. L’obiettivo dichiarato dal gruppo è semplificare la struttura societaria, aumentare la flessibilità gestionale e ridurre i costi legati alla permanenza sul mercato regolamentato.
Agli azionisti di Seri Industrial verrebbero assegnate 1,9167 azioni Seri di nuova emissione per ogni azione ordinaria posseduta. Chi non approverà l’operazione potrà esercitare il diritto di recesso a un prezzo fissato dal cda a 2,556 euro per azione, calcolato sulla media dei prezzi degli ultimi sei mesi. Un valore superiore alla quotazione successiva al crollo, ma inferiore al prezzo di chiusura della seduta precedente (-13%).
Seri Industrial negli ultimi anni ha puntato sulla transizione dalle attività tradizionali nella plastica e nelle batterie al piombo verso il settore delle batterie al litio, con il progetto Teverola e gli investimenti nella filiera europea degli accumulatori. Un percorso caratterizzato da ambizioni industriali ma anche da fabbisogni finanziari e rischi di esecuzione.
La scelta di uscire dalla borsa arriva quindi in una fase delicata per il gruppo, che da un lato punta a sviluppare nuovi business strategici, dall’altro considera non più proporzionati i benefici della quotazione rispetto ai costi e agli obblighi di mercato. (riproduzione riservata)