Liquidità degli italiani (ancora) a livelli da record: secondo quanto calcolato dall’Abi nel suo bollettino mensile pubblicato oggi, sabato 20 giugno, a fine maggio i depositi della clientela residente sono arrivati a superare quota 1.890 miliardi di euro, segnando un incremento annuo del 2,3%.
Includendo anche le obbligazioni, la raccolta diretta complessiva è arrivata così a 2.165 miliardi (275 miliardi la componente obbligazionaria), in aumento del 2,6% su base annua.
Nonostante il dato dei depositi confermi un problema strutturale del Paese – la liquidità spesso rimane nei conti e non viene impiegata in soluzioni di investimento nei mercati, specie azionari – la dinamica della raccolta mostra un’economia viva.
Un dato confermato dalle statistiche sui prestiti. A maggio l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 3% su base annua, in accelerazione rispetto alla variazione registrata il mese precedente (+2,9%), proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025. Per le famiglie è il diciassettesimo mese consecutivo di incremento e per le imprese è l’undicesimo mese consecutivo di crescita.
A maggio, conclude l’Abi nel suo rapporto, il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato il 4,04%. Un valore invariato rispetto al mese precedente. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,51% (dal 3,56% di aprile), dopo che a dicembre 2023 – al picco dei tassi di interesse – questo valore era arrivato al 5,45%.
Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato infine del 3,49% (due centesimi in più rispetto al mese precedente). Anche in questo caso, a dicembre 2023 il valore era arrivato al 4,42%. (riproduzione riservata)