Negli ultimi mesi i mercati europei hanno corso più veloci dei fondamentali, trainati da un unico motore: il mondo dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale. Ma quando una sola nicchia inizia a dominare, la domanda non è più chi sta vincendo, bensì quanto a lungo potrà durare. In un contesto in cui le valutazioni si sono spinte su livelli storicamente elevati e la concentrazione dei guadagni è estrema, il rischio non è più teorico: è incorporato nei prezzi.
In quest’ottica AlphaValue ha analizzato le migliori performance da inizio anno (prezzi di chiusura del 21 aprile) delle società europee e le ha confrontate con le migliori performance delle ultime due settimane. Non c’è dubbio (si veda la tabella) che le azioni europee siano dominate dai produttori di semiconduttori e di componenti elettronici. I pochi titoli «fuori posto» nella lista sono Itm, Aurubis, Polypeptide, Sgl ed Eutelsat.
È inutile dire che, per il gruppo dei chip, non c’è più margine di rialzo sulla base dei fondamentali. Il prezzo obiettivo medio si colloca ora del 30% al di sotto dei prezzi attuali. L’osservazione più sorprendente, nota AlphaValue, è quanto violentemente il gruppo abbia accelerato pochi giorni dopo l’inizio da parte degli Stati Uniti della guerra in Iran. Dal 1° marzo, infatti, la sovraperformance è stata un impressionante 30% con una forte accelerazione nelle ultime due settimane.
Poiché la domanda di investimenti legata all’intelligenza artificiale non mostra alcun segnale di rallentamento, questo potrebbe essere spiegato ex post come un semplice arbitraggio: uscire dalle azioni, eccetto quelle legate all’energia e all’AI. Ma a quale prezzo?
«Ovviamente potremmo sbagliarci nelle nostre aspettative di crescita degli utili e quindi nella nostra valutazione dei fondamentali. Ma per ora, questo gruppo è scambiato a un multiplo elevato di 56 volte gli utili 2026, con una crescita degli utili per azione (eps) in media del 72% e del 47% a livello mediano», avverte AlphaValue. «E anche il 2027 appare costoso, con il gruppo scambiato a un multiplo elevato di 40 volte gli utili 2026, con una crescita degli eps in media del 36,3% in media e del 31,6% a livello mediano».
Chiaramente tali valutazioni sono impegnative e quindi questo universo per AlphaValue è destinato a finire male. «Saremmo propensi a uscire dall’universo legato ai semiconduttori, poiché la performance è troppo concentrata per essere rassicurante», suggerisce il broker. «I risultati forti del primo trimestre del 2026 di questo settore possono essere visti come un’opportunità per ridurre le posizioni».
In effetti, dei titoli citati in tabella solo su Pva Tepla (add e target price a 41,6), Ams Osram (add e target price a 15,1) e Sgl (buy e target price a 5,98) AlphaValue ha rating positivi, su tutti gli altri negativi: su Nokia ha una raccomandazione sell con un target price a 7,78, su Vat Group reduce con un target price a 530, su Asm International reduce (826), su Jenoptik reduce (32,8), su Besi sell (166), su Siltronic AG sell (56,1), su Eutelsat Communications reduce (3,11), su PolyPeptide sell (29,8), su Aurubis reduce (169), su Huber+Suhner sell (141), su Itm sell (107), su Arm Holdings sell (86) e su STMicroelectronics sell (31,2). (riproduzione riservata)