Una nuova ondata di vendite sui bond ha spiazzato i mercati dopo la pubblicazione dei dati – solidi - sull’economia Usa e la domanda debole registrata a un’asta di Treasury. I rendimenti dei titoli di Stato americani sono così saliti ai livelli più alti degli ultimi vent’anni su gran parte della curva.
Le perdite di Wall Street (Nasdaq -1,1%) si sono riversate in Asia, con i bond in calo in Giappone, Australia e Nuova Zelanda, oltre che nei mercati emergenti. Il rendimento del Treasury decennale Usa si è alzato al 5,12% negli scambi asiatici, dopo il balzo di 15 punti base registrato mercoledì, il maggiore dall’instabilità provocata dall’annuncio sui dazi del presidente Donald Trump nell’aprile 2025.
La debole domanda nell’asta di Treasury a cinque anni ha spinto il rendimento oltre il 5% per la prima volta dal 2007. Un indicatore Bloomberg del dollaro si è mantenuto sui livelli visti l’ultima volta a luglio, mentre gli operatori hanno iniziato a scontare un numero maggiore di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Il Brent ha azzerato le perdite iniziali della seduta, scambiando poco mosso intorno ai 102 dollari al barile. Le borse asiatiche hanno seguito l’andamento degli indici di Wall Street.
La prospettiva di costi energetici più elevati che si sommano a un’economia Usa ancora solida sta aumentando la pressione su un mercato obbligazionario già scosso dalla debole domanda nelle aste e dai timori che i tassi di interesse possano rimanere elevati. Con il balzo dei rendimenti dei Treasury, il rendimento medio dei titoli di Stato globali è arrivato a un soffio dal 4%, mentre gli operatori hanno aumentato le scommesse su ulteriori strette della Fed dopo il primo rialzo dal 2023, deciso la scorsa settimana.
«È il mercato a dirci che siamo entrati in un vero e proprio ciclo di nuova stretta monetaria», ha detto Tony Miano del Wells Fargo Investment Institute. «L’intera curva si sta riprezzando contemporaneamentee questo rende meno convenienti le azioni, aumenta il costo di mutui e finanziamenti per le imprese e rende più difficile per gli asset rischiosi mantenere le valutazioni attuali».
Gli swap ora incorporano pienamente tre rialzi da 25 punti base nei prossimi dodici mesi, con una significativa copertura anche per un quarto intervento. Se si verificassero, il tasso target della banca centrale salirebbe nell’intervallo tra il 4,75% e il 5%.
La scorsa settimana le autorità hanno aumentato il costo del denaro portandolo nell’intervallo tra il 3,75% e il 4%, una decisione definita presidente della Fed Kevin Warsh «di accomodamento». Il governatore della Fed Michael Barr ha aggiunto che saranno probabilmente necessari ulteriori rialzi dei tassi per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2% della banca centrale.
Sugli altri mercati, l’oro ha ceduto lo 0,2%, scambiando intorno ai 4.280 dollari l’oncia. L’attrattiva del metallo, che non offre rendimento, diminuisce quando i tassi di interesse salgono.
Intanto il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha annunciato che Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo per estendere di due mesi la tregua commerciale. Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato ieri negli Stati Uniti per la sua prima visita di Stato negli ultimi 11 anni.
Secondo alcuni analisti, l’accordo tra Usa e Cina per estendere la tregua nella guerra commerciale fino al 10 gennaio ha eliminato una fonte immediata di incertezza, ma saranno necessari progressi concreti per ridurre ulteriormente i rischi che gravano sui mercati.
I futures sul diesel Usa sono balzati mentre l’amministrazione Trump lavora con le raffinerie per ridurre volontariamente le esportazioni del prodotto, in alternativa a un divieto vero e proprio delle vendite all’estero. (riproduzione riservata)