Selloff sui bond: Giappone al 4% per la prima volta nella storia, Treasury Usa al 4,27%
Selloff sui bond: Giappone al 4% per la prima volta nella storia, Treasury Usa al 4,27%
Si alza la volatilità sui mercati e l’Asia ne risente: da un lato per la politica aggressiva del presidente Trump, dall’altro per l’elevata spesa fiscale del Giappone. La premier Takaichi vuole azzerare l’Iva sugli alimentari e a breve ci saranno nuove elezioni

di Elena Dal Maso 20/01/2026 07:40

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Il nuovo ordine geopolitico, con Trump che preme sull’Europa per avere la Groenlandia e costringe il Canada ad allearsi alla Cina, pesa sui mercati. Così come le nuove elezioni in Giappone. Martedì 20 gennaio l’Asia viaggia in rosso, in decisa vendita anche i bond. Alle ore 7:40 italiane, il Nikkei cede l’1%, Hong Kong è sulla parità, Shanghai perde lo 0,2% mentre l’euro sale dello 0,2% sul dollaro a 1,1665. Selloff sui Treasury il cui rendimento sale dal 4,22% di inizio sessione al 4,27%. I futures sul Nasdaq vedono un deciso rosso: -1,5%.

I titoli di Stato giapponesi a 40 anni superano il 4% per la prima volta nella storia

Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 40 anni ha superato il 4% mentre i mercati vendono debito sovrano in vista di elezioni anticipate che potrebbero consegnare alla premier Sanae Takaichi un mandato per accelerare i piani di stimolo fiscale. Martedì il rendimento — che si muove in senso opposto al prezzo — dei bond in yen a 40 anni ha toccato il 4,01%, per la prima volta dalla loro introduzione nel 2007.

Il giorno precedente, Takaichi ha dichiarato l’intenzione di sciogliere il Parlamento e indire elezioni l’8 febbraio, chiedendo ai giapponesi un mandato per un «cambiamento di politica di ampia portata». I rendimenti obbligazionari sono sotto pressione da novembre, quando la premier ha presentato un piano di spesa fiscale da 135 miliardi di dollari. Lunedì Takaichi ha inoltre confermato l’intenzione di sospendere per due anni l’Iva dell’8% sui prodotti alimentari portandola a zero.

«Il debito è pari al 200% del Pil e il governo punta ad ampliare la spesa fiscale», scrive Yuxuan Tang, responsabile della strategia macro asiatica di JP Morgan Private Bank. «Questo aumenta il premio che gli investitori richiedono per detenere i titoli di Stato giapponesi a lunga scadenza». Un’asta di titoli a 20 anni che si è tenuta martedì ha registrato una domanda relativamente debole, con un rapporto di copertura (bid-to-cover) pari a 3,29, inferiore alla media degli ultimi 12 mesi.

Di fronte all’aumento dei rendimenti, Takaichi ha cercato di rassicurare elettori e mercati finanziari sul fatto che i piani di maggiore spesa e tagli fiscali non metteranno sotto pressione i conti pubblici. Lunedì ha promesso di ridurre il rapporto debito/Pil, che secondo alcune stime ha raggiunto il 250% lo scorso anno. La ministra delle Finanze Satsuki Katayama interverrà martedì al World Economic Forum di Davos e dovrebbe sfruttare l’occasione per rassicurare la platea internazionale sulla posizione fiscale del Giappone.

Nonostante ciò, secondo gli analisti della banca giapponese Smbc, molti operatori restano posizionati sul cosiddetto «Takaichi trade», scommettendo su un indebolimento dello yen, un calo dei prezzi dei titoli di Stato e un rialzo delle azioni bancarie, che beneficerebbero di stimoli fiscali e tassi di interesse più elevati.

La Cina mantiene i tassi ai minimi storici per l’ottavo mese 

La People’s Bank of China ha mantenuto i tassi invariati ai minimi storici per l’ottavo mese consecutivo, in linea con le attese. A gennaio 2026 il Loan Prime Rate a un anno è rimasto al 3%, mentre il Lpr a cinque anni è stato confermato al 3,5%. La decisione è arrivata dopo che erano già entrate in vigore le riduzioni dei tassi sulle operazioni di rifinanziamento della Banca centrale. (riproduzione riservata)