Selloff sui bond di Ion che ora rendono il 10%: gli hedge vanno short su Andrea Pignataro per paura dell'AI
Selloff sui bond di Ion che ora rendono il 10%: gli hedge vanno short su Andrea Pignataro per paura dell'AI
ll gruppo fondato ha un debito di oltre 10 miliardi e comprende diverse società di dati: Mergermarket, Fidessa e Dealogic. Oltre alle italiane Cerved e Prelios

di Elena Dal Maso 10/02/2026 16:30

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Le obbligazioni del colosso fintech Ion fondato da Andrea Pignataro sono sotto pressione. A premere sui prezzi, la paura degli effetti che i nuovi tool di intelligenza artificiale possono avere sulle società di software. Paura che circola dalla fine della scorsa settimana, quando Anthropic ha presentato Cowork, uno strumento molto veloce di AI.

I bond rendono il 10%

Alcune tranche del debito high yield del gruppo (che ha una leva superiore a otto volte) hanno subito forti ribassi, martedì 10 febbraio un’obbligazione ha visto il prezzo scendere a 86 centesimi dai circa 96 centesimi di metà gennaio. Il calo dei prezzi implica che parte del debito Ion offre ora rendimenti per del 10%, nota l’FT. Sul terminale Bloomberg, per esempio, il titolo Ionpla eur 2032 scambia a 87 centesimi e rende il 9,56%.

La vendita massiccia dei bond emessi da Ion Group, un colosso che controlla società che elaborano dati finanziari quali Mergermarket, Fidessa e Dealogic — ha iniziato ad accelerare nell’ultima settimana, cancellando centinaia di milioni di dollari di valore all’interno di un debito di oltre 10 miliardi di dollari. La holding di Ion, Ion Investment Group, ha poi sulle spalle 2,5 miliardi di dollari di debito.

Perché gli hedge vanno short

Oltre a vendere il debito di Ion, diversi hedge fund, scrive l’FT, hanno scommesso sul fatto che il gruppo non riesca a rispettare le scadenze di rimborso, con posizioni corte pari a quasi il 15% di una delle obbligazioni Ion, secondo i dati S&P. Nell’ultima settimana sono aumentate le preoccupazioni sull’impatto potenziale dell’AI sui business del software e dei dati finanziari, mentre gli investitori temono che nuovi strumenti di programmazione possano stravolgere i modelli di business del settore.

La leva finanziaria di Ion — il rapporto tra debito netto e margine operativo lordo (ebitda) — è salita a oltre otto volte, come si è visto andando a finanziare la strategia di acquisizioni di Pignataro. Nel 2021 l’imprenditore ha comprato Cerved, società di rating e analisi finanziaria, per oltre 2 miliardi di euro, nel 2024, Ion ha acquisito Prelios, gestore di asset alternativi e servizi immobiliari, per 1,35 miliardi di euro. Nel 2025 il gruppo ha completato un rifinanziamento da 7 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)