Ancora la fine di marzo e i primi di aprile per evitare un scontro senza precedenti nella super borsa europea. Prima si è mossa Cdp, avviando una causa a Euronext ad Amsterdam, sede legale del gruppo dei listini che ha in portafoglio Borsa spa, per sottolineare che intende dire la sua sulla nomina del prossimo amministratore delegato di Palazzo Mezzanotte. Poi, interpellato a margine di un evento a Parigi, il ceo di Euronext - il francese Stéphane Boujnah - ha gettato acqua sul fuoco e parlato di «buoni rapporti» con la Cassa. Infine ieri il ceo di Cassa, Dario Scannapieco – parlando a margine del quarto incontro annuale per lo sviluppo delle regioni organizzato da Cdp - ha stemperato i toni spiegando che è «ancora possibile un accordo» sull’ad di Borsa spa. Nel corso dell’evento, Scannapieco ha mostrato come si è rafforzata la collaborazione con Regioni e finanziarie locali: tra il 2022 e il 2025 sono state realizzate iniziative per oltre 2,6 miliardi.
Tornando alle frizioni su Borsa spa, era stato proprio MF-Milano Finanza a rivelare il 10 marzo l’azione legale promossa da Cdp ad Amsterdam contro la holding europea dei listini che rilevò nel 2020 Borsa spa da Lse. Deal in cui Cdp è entrata come socio di riferimento con l’8,08% circa delle quote (alla pari con la Cassa francese), mentre Intesa Sanpaolo ha l’1,5%. In base ai patti dell’epoca, al governo italiano spetta la nomina del presidente del gruppo Euronext (ruolo ricoperto da Piero Novelli) e di un membro del supervisory board (Francesca Scaglia, viene dalla stessa Cdp). Il punto è che sulla scelta del ceo di Borsa spa, Euronext ritiene che spetti all’assemblea dei soci, quindi alla stessa holding, che - attraverso le parole del ceo Boujnah - ha espresso a metà febbraio la preferenza per l’ad attuale, Fabrizio Testa. Cdp, invece, pur senza contestare il lavoro di Testa, che ha contribuito a ottimi risultati di Borsa dal 2020 al 2025, vuole dire la sua sulla scelta appellandosi ai patti parasociali dei sei anni fa, all’epoca non resi pubblici. Di qui il ricorso alle carte bollate in vista dell’assemblea di bilancio di Borsa spa prevista per il 28 aprile.
Ieri Scannapieco, a margine del quarto incontro annuale per lo sviluppo delle regioni organizzato da Cdp, ha precisato che «è ancora possibile un accordo tra Cdp e Euronext, non per vie legali, per la scelta dell’ad di Borsa Italiana. Ma serve la volontà». Anche perché Borsa spa è una macchina da soldi per il socio Cdp: erano 466 milioni i ricavi nel 2020, sono saliti a 730 nel 2025 (+57%, incidono per il 40% di tutto il gruppo, alla conference call di febbraio l’ad Boujnah ha parlato dell’Italia come di «un caso di successo»). Questo grazie alla crescita delle attività a copertura di tutti i mercati, dai data center al clearing che per la holding dei listini europei viene gestita dall’Italia. Nello stesso arco temporale il numero di dipendenti è passato da 665 a 855 (+29%). Le tasse pagate in Italia erano 52 milioni sempre nel 2020, sono salite a 129 nel 225. E i dividendi incassati da Cdp sono più che raddoppiati, da 12 a 26 milioni. Per non parlare del valore in borsa del titolo Euronext, quotato a Parigi: valeva 669 milioni all’atto dell’acquisto, oggi è oltre 1 miliardo di euro.
Nel frattempo, il gruppo ha rilevato, oltre a Borsa Italiana per circa 4,4 miliardi di euro, anche il listino di Atene lo scorso anno e oggi i mercati in cui è presente sono otto: Amsterdam, Atene, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Milano, Oslo e Parigi. Mesi fa Boujnah ha detto che sarebbe interessato alla Borsa di Londra. Ma quest’ultima, per ora, non ne vuole sentire e si è coalizzata con Elliott. (riproduzione riservata)