Francoforte dovrebbe rivedere i tassi al rialzo, perché la guerra in Iran ha già impresso forti aumenti dei prezzi energetici che saranno difficili da correggere nel breve periodo. A dirlo a Reuters è stata Isabel Schnabel, membro del consiglio direttivo della Bce e potenziale successore di Christine Lagarde alla presidenza della banca centrale.
«Considerata l’entità e la persistenza dello shock attuale (causato dalla guerra in Iran, ndr.), ignorare la situazione non è più un’opzione, a mio avviso», ha affermato Schnabel. «Dal punto di vista odierno, credo che sarà necessario un aumento dei tassi a giugno», perché «i danni alle infrastrutture energetiche e alle catene di approvvigionamento globali sono già ingenti».
Il discorso vale anche nel caso in cui la guerra finisse entro pochi giorni, possibilità non da escludere, ma comunque ancora incerta visti i continui stalli che intercorrono nei negoziati tra Washington e Teheran.
«In termini di persistenza, abbiamo di fatto superato lo scenario avverso, che prevedeva una rapida normalizzazione dei prezzi del petrolio», ha proseguito l’ex professoressa universitaria, riferendosi all’incremento al 3% dell’inflazione ad aprile. L’effetto a catena potrebbe intaccare anche i costi di altri beni e servizi, come indicato da una serie di sondaggi, tra cui il Consumer Expectations Survey della Bce, i dati Pmi e l’indicatore di fiducia della Commissione europea.
«Stiamo assistendo a segnali sempre più evidenti che lo shock si sta ripercuotendo su altre componenti del paniere dei consumi», ha affermato Schnabel, aggiungendo che, dopo giugno, Francoforte dovrebbe rivalutare la propria posizione a ogni riunione sulla base dei dati. (riproduzione riservata)