La Corte di Cassazione conferma il sequestro probatorio del telefono cellulare utilizzato dal presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, Francesco Milleri, nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulla presunta scalata occulta a Mediobanca da parte di Mps. I giudici hanno respinto il ricorso presentato da Luxottica, proprietaria del dispositivo, ritenendo infondate le contestazioni mosse dalla società.
L'indagine, avviata nel novembre 2025, ipotizza i reati di manipolazione del mercato e ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza. Milleri in questo caso entra in gioco come presidente (non esecutivo) di Delfin, titolare al tempo della scalata del 19,4% di Mediobanca e del 13% circa di Mps.
Luxottica, intervenuta come terza interessata, non aveva contestato il sequestro in sé, ma i criteri di ricerca adottati dagli inquirenti, sostenendo che le parole chiave individuate potessero comportare un'acquisizione indiscriminata di dati riservati, inclusi segreti commerciali e industriali.
La Suprema Corte ha però condiviso le valutazioni del Tribunale del Riesame di Milano, osservando che le keyword erano state definite in modo da limitare la ricerca ai soli elementi rilevanti ai fini investigativi e che il sequestro era circoscritto a uno specifico arco temporale. Da qui la conferma della legittimità del provvedimento, ritenuto «adeguatamente motivato», con il conseguente rigetto del ricorso. (riproduzione riservata)