Sanità pubblica, rinnovato il contratto: stipendi più alti e focus sull'AI
Sanità pubblica, rinnovato il contratto: stipendi più alti e focus sull'AI
«Un risultato importante, che dà certezze a milioni di lavoratori pubblici e alle loro famiglie e conferma una scelta chiara», ha sottolineato la premier Giorgia Meloni su X

di Silvia Valente 30/07/2026 10:11

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Il rinnovo del contratto della Sanità per il triennio 2025-27 «completa il percorso dei rinnovi dei principali comparti della Pubblica Amministrazione, un risultato importante, che dà certezze a milioni di lavoratori pubblici e alle loro famiglie e conferma una scelta chiara: valorizzare chi, ogni giorno, serve lo Stato con competenza, responsabilità e dedizione», ha sottolineato la premier Giorgia Meloni su X, aggiungendo che «chi lavora ogni giorno per garantire servizi essenziali ai cittadini merita rispetto. E il rispetto passa anche dal riconoscimento del valore del suo lavoro».

La dimensione economica del rinnovo

Difatti l’accordo sul piano economico prevede a regime un incremento della busta paga medio di 209 euro mensili lordi (145 euro derivanti dalle risorse ordinarie a cui si sommano 64 euro derivanti dalle risorse aggiuntive), un aumento percentuale sull’intero triennio si attesta al 7,76%.

Per alcune categorie gli aumenti sono più elevati. Per il personale infermieristico l’incremento medio raggiunge i 240 euro mensili, superando l’8%. Cresce inoltre di 100 euro l’indennità specifica riconosciuta al personale dei servizi di pronto soccorso.

Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri.

A copertura di tali aumenti la legge di Bilancio 2026 ha destinato al comparto Sanità, a regime dal 1° gennaio 2027, risorse ordinarie pari a 1 miliardo e 537 milioni di euro, con incrementi progressivi già previsti a decorrere dal 1° gennaio 2025 e dal 1° gennaio 2026.

Da sottolineare, inoltre, che il contratto interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto. La sanità è, infatti, il comparto più numeroso del pubblico impiego.

La novità dell’intelligenza artificiale

Il contratto introduce per la prima volta un Titolo interamente riservato all’intelligenza artificiale. Le Aziende e gli Enti che intendano introdurre sistemi di AI o algoritmi automatizzati incidenti sul rapporto di lavoro dovranno fornire al dipendente un’informativa preventiva sulle finalità e sugli ambiti di utilizzo, sui dati trattati, sul livello di accuratezza e di cybersicurezza dei sistemi e sulle possibili ricadute sull’organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance.

È esclusa ogni decisione prevalentemente o esclusivamente automatizzata su atti che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro, senza un congruo intervento umano. Restano ferme, e non delegabili ai sistemi di intelligenza artificiale, la responsabilità dirigenziale e quella dei titolari dei poteri decisionali. 

Di conseguenza, il contratto aggiorna anche l’ordinamento professionale, con la creazione di nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza, e ristruttura il sistema degli incarichi per valorizzare il merito e le competenze specialistiche. (riproduzione riservata)