Il rinnovo del contratto della Sanità per il triennio 2025-27 «completa il percorso dei rinnovi dei principali comparti della Pubblica Amministrazione, un risultato importante, che dà certezze a milioni di lavoratori pubblici e alle loro famiglie e conferma una scelta chiara: valorizzare chi, ogni giorno, serve lo Stato con competenza, responsabilità e dedizione», ha sottolineato la premier Giorgia Meloni su X, aggiungendo che «chi lavora ogni giorno per garantire servizi essenziali ai cittadini merita rispetto. E il rispetto passa anche dal riconoscimento del valore del suo lavoro».
Difatti l’accordo sul piano economico prevede a regime un incremento della busta paga medio di 209 euro mensili lordi (145 euro derivanti dalle risorse ordinarie a cui si sommano 64 euro derivanti dalle risorse aggiuntive), un aumento percentuale sull’intero triennio si attesta al 7,76%.
Per alcune categorie gli aumenti sono più elevati. Per il personale infermieristico l’incremento medio raggiunge i 240 euro mensili, superando l’8%. Cresce inoltre di 100 euro l’indennità specifica riconosciuta al personale dei servizi di pronto soccorso.
Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri.
A copertura di tali aumenti la legge di Bilancio 2026 ha destinato al comparto Sanità, a regime dal 1° gennaio 2027, risorse ordinarie pari a 1 miliardo e 537 milioni di euro, con incrementi progressivi già previsti a decorrere dal 1° gennaio 2025 e dal 1° gennaio 2026.
Da sottolineare, inoltre, che il contratto interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto. La sanità è, infatti, il comparto più numeroso del pubblico impiego.
Il contratto introduce per la prima volta un Titolo interamente riservato all’intelligenza artificiale. Le Aziende e gli Enti che intendano introdurre sistemi di AI o algoritmi automatizzati incidenti sul rapporto di lavoro dovranno fornire al dipendente un’informativa preventiva sulle finalità e sugli ambiti di utilizzo, sui dati trattati, sul livello di accuratezza e di cybersicurezza dei sistemi e sulle possibili ricadute sull’organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance.
È esclusa ogni decisione prevalentemente o esclusivamente automatizzata su atti che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro, senza un congruo intervento umano. Restano ferme, e non delegabili ai sistemi di intelligenza artificiale, la responsabilità dirigenziale e quella dei titolari dei poteri decisionali.
Di conseguenza, il contratto aggiorna anche l’ordinamento professionale, con la creazione di nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza, e ristruttura il sistema degli incarichi per valorizzare il merito e le competenze specialistiche. (riproduzione riservata)