Sanatoria sugli immobili ante-1967 e ristrutturazioni più facili. Ecco come Salvini riscrive il Testo unico dell’edilizia
Sanatoria sugli immobili ante-1967 e ristrutturazioni più facili. Ecco come Salvini riscrive il Testo unico dell’edilizia
Sarà più facile costruire in aree già urbanizzate se le zone sono già dotate di infrastrutture e servizi. Il ddl delega atteso in Consiglio dei ministri punta ad accelerare la riqualificazione delle città con meno oneri edilizi e contributi di costruzione più bassi

di Anna Di Rocco 04/12/2025 09:01

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Arriva un nuovo capitolo per l’edilizia del governo di Giorgia Meloni. Dopo i cinque condoni che Fratelli d’Italia vorrebbe in manovra, il leader della Lega Matteo Salvini ha messo a punto un disegno di legge per riformare il Testo unico dell’edilizia. Legge delega che sarà esaminata dal Consiglio dei ministri convocato giovedì 4 dicembre a Palazzo Chigi. 

Il provvedimento punta a riscrivere in profondità il Dpr 380/2001, semplificando titoli abilitativi, accelerando le procedure, introducendo nuove sanatorie e riducendo i costi burocratici per imprese e cittadini. Una riforma che, nelle sue linee principali, estende a tutto il Paese molte delle prassi già sperimentate a Milano – oggi oggetto di procedimenti giudiziari – e che rappresenta uno degli interventi più ampi sul settore dagli anni Duemila.

L’anno zero degli abusi: la data chiave del 1° settembre 1967

Il disegno di legge stabilisce una data spartiacque: tutte le irregolarità antecedenti al 1° settembre 1967 potranno essere più facilmente regolarizzate. Sono i cosiddetti “abusi storici”, per i quali si apre una corsia preferenziale, in continuità con il decreto «Salva casa». In alcuni casi, la sanatoria potrà essere subordinata a interventi di messa in sicurezza o adeguamento tecnico.

La delega introduce inoltre una classificazione nazionale uniforme delle difformità edilizie, superando la frammentazione delle normative regionali e richiamandosi ai livelli essenziali delle prestazioni che lo Stato deve garantire su tutto il territorio. Scompare inoltre la doppia conformità, finora uno degli ostacoli principali per ottenere una sanatoria: non sarà più necessario dimostrare che un intervento fosse conforme sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda.  

La delega sarà composta da cinque articoli. Dopo il via libera del Parlamento, il governo avrà dodici mesi (e non più diciotto come previsto dalla bozza) per definire i decreti attuativi e dare vita al nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni.

Titoli edilizi, Scia estesa e silenzio-assenso rafforzato

Il governo punta a ridisegnare il sistema dei titoli edilizi (Cila, Scia, permesso di costruire) con criteri più chiari e uniformi. Tra le previsioni più significative c’è l’ampliamento della Scia anche in alternativa al permesso di costruire per interventi definiti meno impattanti, e soprattutto la possibilità di procedere senza strumenti attuativi – come piani convenzionati o di lottizzazione – nelle aree già urbanizzate e dotate di servizi.

È il punto che più ricorda il «modello Milano»: realizzare interventi rilevanti senza il passaggio attraverso piani attuativi, un meccanismo al centro di diversi procedimenti giudiziari sulle trasformazioni urbane del capoluogo lombardo. Il ddl rafforza inoltre il silenzio-assenso e introduce il silenzio-devolutivo, trasferendo la pratica a un’altra amministrazione in caso di inerzia del Comune.

Cambi d’uso più flessibili

Nel quadro della rigenerazione urbana, la delega stabilisce l’indifferenza funzionale tra destinazioni d’uso omogenee: residenziale, commerciale di vicinato e terziario leggero potranno alternarsi senza avviare procedure complesse. Un cambio significativo per il mercato immobiliare, che riduce il potere di pianificazione dei Comuni ma promette più rapidità nelle riconversioni.

Il testo prevede una revisione generale degli oneri edilizi e del contributo di costruzione, con semplificazioni nelle modalità di versamento e incentivi legati agli obiettivi di sostenibilità. L’obiettivo è trasformare la leva economica degli oneri da semplice prelievo a strumento attivo di rigenerazione.

Sul fronte della digitalizzazione, il disegno di legge introduce l’interoperabilità delle banche dati pubbliche e prepara il terreno per l’istituzione del fascicolo digitale delle costruzioni, un archivio unico che raccoglierà titoli, caratteristiche strutturali, storicità degli interventi e documentazione tecnica degli immobili. (riproduzione riservata)