Il vicepremier nonché leader della Lega, Matteo Salvini, torna a chiedere apertamente un contributo al sistema bancario italiano. «Andate a vedere la trimestrale di Unicredit e Intesa Sanpaolo, le prime due banche italiane», ha suggerito venerdì 5 giugno il ministro dei Trasporti a margine dell’evento a Milano «Piano Casa: strategie, sviluppo e nuove prospettive per l’abitare».
Solo i primi due istituti del Paese «chiuderanno quest’anno di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese, con 20 miliardi di utile». Alla luce di dati come questi, la Lega – ha detto Salvini – chiederà agli istituti bancari «che stanno facendo guadagni e profitti senza precedenti un contributo alla crescita economica del Paese». E sono convinto che «il governo e la Lega su questo saranno intransigenti». Anche perché, ha aggiunto, «non ci può essere un gigante che guadagna con le spalle coperte. E magari reinvestiremo nel piano casa una parte» di quegli utili.
Parole che sembrano non aver lasciato indifferenti gli investitori. La presa di posizione di Salvini ha determinato performarce negative nel comparto bancario italiano che a metà seduta hanno invertito la marcia: Unicredit (-1%), Banco Bpm (-0,8%) e Intesa Sanpaolo (-0,5%). (riproduzione riservata)