«Il risparmio è una virtù privata, a trasformarlo in un bene pubblico è l’investimento. La qualità della finanza pubblica è condizione essenziale della tutela del risparmio». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha introdotto il suo intervento al Salone del Risparmio di Milano, l’evento di Assogestioni dedicato al mondo del risparmio gestito e degli investimenti.
«Il mio primo obiettivo», ha segnalato il ministro, «è mantenere l’Italia in avanzo primario: è un dovere morale prima ancora che finanziario. I risultati conseguiti finora in termini di spread e rating non sono un merito del governo, ma dell’intero Paese.
L’Italia, ha aggiunto Giorgetti, «sta inoltre conseguendo solidi fondamentali macroeconomici e di finanza pubblica. Siamo disposti a intervenire per tutelare i redditi delle famiglie e i patrimoni delle imprese» anche alla luce dell’attuale crisi energetica in atto.
Tuttavia, ha ricordato il ministro, nonostante il rapporto tra capitalizzazione di borsa e il pil italiano sia del 48%, «il più alto dall’inizio delle rilevazioni Istat, è ancora tra i più bassi tra le economie avanzate. Il governo completerà entro fine mandato la revisione della riforma sul mercato dei capitali».
In merito alla previdenza complementare, ha sottolineato Giorgetti, «gli interventi in legge di bilancio vanno nella direzione di facilitare le adesioni attraverso un meccanismo di silenzio assenso, modernizzare le opzioni di adesione, potenziare gli investimenti in economia reale attraverso l’iscrizione automatica ai meccanismi life cycle». Le pensioni, ha ricordato, «restano un cantiere aperto, ma continueremo ad agire anche sui prodotti paneuropei di terzo pilastro. Il capitale paziente se trova il terreno adatto si mette in movimento».
Infine, il ministro ha parlato di investimenti in economia reale. «Il Fondo Nazionale Strategico per small e mid cap non finanziarie dovrebbe chiudere il primo round di raccolta a 750 milioni. E questo è solo un primo passo. In Italia non mancano i fondamentali per investire, manca un’offerta di strumenti di investimento domestici che dobbiamo creare in tandem con l’industria». (riproduzione riservata)