Salone del Risparmio 2026, Fabrizio Testa (Borsa Italiana): così Piazza Affari sarà accessibile al retail fin dalle ipo
Salone del Risparmio 2026, Fabrizio Testa (Borsa Italiana): così Piazza Affari sarà accessibile al retail fin dalle ipo
Tra le iniziative in cantiere ci sono il rafforzamento dei fondi Pir e la possibilità di investire in modo autonomo e digitale in azioni già dalla fase di ipo. Gregorio De Felice (Eurizon): ma la priorità resta l’unione del mercato dei capitali Ue

di Marco Capponi  06/05/2026 13:00

Ftse Mib
49.696,75 17.40.00

+2,35%

Dax 30
24.918,69 18.00.00

+2,12%

Dow Jones
49.819,80 18.22.44

+1,06%

Nasdaq
25.721,47 18.17.45

+1,56%

Euro/Dollaro
1,1751 18.02.46

-0,02%

Spread
73,75 17.30.06

-5,98

La ricchezza delle famiglie italiane cresce poco e riesce appena a battere l’inflazione, per via di una radicata avversione al rischio che porta gli italiani a escludere l’investimento nelle società quotate e quindi nell’economia reale. 

«Il problema non è tanto che il retail italiano ed europeo è meno ricco di quello americano, ma che è troppo prudente e poco propenso a investire in azioni. La prudenza è un freno agli obiettivi degli investitori ma anche alla crescita delle imprese e quindi dell’economia», ha affermato Fabrizio Testa, ceo di Borsa Italiana, in occasione della conferenza organizzata da Euronext (infrastruttura paneuropea di cui Piazza Affari è parte) al Salone del Risparmio di Milano, organizzato da Assogestioni.

Il rafforzamento dei Pir

L’integrazione tra i listini (l’Italia è entrata in Euronext nel 2021), ha ricordato Testa, «ora è ben avviata. Il passaggio successivo è l’innovazione: cioè creazione di prodotti che da una parte attirino gli investitori istituzionali, e dall’altra rilancino gli strumenti a disposizione del retail». 

I Piani Individuali di Risparmio (Pir), in questo contesto, «stanno ripartendo dopo i riscatti del 2022-23, alla fine della prima scadenza di beneficio fiscale. Inoltre, i Saving and Investments Accounts europei dovranno essere adottati a livello nazionale: questa è una grande occasione per spostare sempre più il retail verso l’economia reale».

Più imprese in borsa con più investitori

Altra priorità strategica è quella di mettere in contatto investitori individuali, grandi fondi e imprese. «Oggi ci sono due grandi temi», ha elencato Testa. «Il Fondo Nazionale Strategico Indiretto da una parte, che mobiliterà 1,5 miliardi di euro di risorse per le pmi, e dall’altra una serie di prodotti simili all’Fnsi, pensati per gli investitori istituzionali ma senza la necessità del contributo statale».

Il problema centrale, gli ha fatto eco Patrizia Celia, head of large caps, investment vehicles Italy di Euronext, è che «le imprese fanno ancora troppo affidamento sul canale bancario». Incentivare le pmi ad andare in borsa è una priorità assoluta: «Nel Ftse Mib siamo stati molto bravi ad attrarre investitori internazionali, che però si concentrano soprattutto su titoli liquidi e large cap», ha detto Celia. «Le mid e small cap restano escluse, e per questo, grazie al nuovo servizio di Distribuzione Diretta, vogliamo avvicinare il retail alle imprese anche digitalizzando e automatizzando i processi di offerta pubblica in modo che qualunque cittadino, con la giusta profilazione Mifid, possa dare loro risorse fin dalla fase di ipo anche con il suo smartphone».

Un accesso ai bond potenziato

L’esempio virtuoso è quello del mercato obbligazionario: basti pensare al modo in cui le emissioni speciali di Btp sono state rese accessibili al retail, che vi può partecipare insieme agli istituzionali. 

Per questo l’accesso ai bond dovrà essere potenziato: «In primis semplificando i costi e le procedure di accesso al mercato per riportare le emissioni istituzionali in Italia: in meno di un anno abbiamo rimpatriato, con il supporto di Consob, 25 programmi di emissioni», ha sottolineato Anna Marucci, head of debt & funds listing di Euronext. In secondo luogo, potenziando l’accesso al debito delle pmi. «Il mondo del debito è molto flessibile e ampio, e proprio per questo abbiamo individuato mercati ad hoc per piccole e medie imprese, come Euronext Access».

De Felice (Eurizon): la priorità è l’unione dei capitali

Se queste iniziative vanno tutte nella direzione di avvicinare il retail alla borsa e agli strumenti quotati, resta un problema di fondo a livello politico. «I soldi in Europa ci sono: la Saving and Investment Union ha l’obiettivo di collegare il risparmio al fabbisogno di investimento dell’Europa», ha detto Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo e presidente di Eurizon Capital. «Ma ci sono ancora problemi: tra tutti, regole troppo complesse e frammentate tra gli Stati membri. Possiamo creare gli strumenti per investire in casa, ma senza una vera unione e semplificazione delle regole sarà complesso che il risparmio vada a far accrescere davvero la nostra economia». (riproduzione riservata)