Sale la tensione sulle rotte dell’oro nero: gli Stati Uniti sequestrano due petroliere legate a Venezuela e Russia
Sale la tensione sulle rotte dell’oro nero: gli Stati Uniti sequestrano due petroliere legate a Venezuela e Russia
Mosca: «Abbordaggio illegale, nessun diritto di usare forza». «Il blocco del petrolio venezuelano sanzionato e illecito rimane in vigore, ovunque nel mondo» ha dichiarato il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth. Anche il Regno Unito ha partecipato all’operazione

di di Giusy Iorlano  07/01/2026 16:13

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Sale la tensione tra Washington e Mosca sul controllo delle rotte dell’oro nero legate al Venezuela. Gli Stati Uniti hanno annunciato il sequestro di due petroliere sospettate di violare il regime di sanzioni imposto da Washington sulle esportazioni di greggio venezuelano e sui traffici riconducibili alla cosiddetta dark fleet, la flotta ombra utilizzata per aggirare i blocchi internazionali.

Il primo intervento è stato reso noto dallo stesso Comando europeo degli Stati Uniti, che ha comunicato su X l’abbordaggio e il sequestro della petroliera Marinera, battente bandiera russa. Secondo quanto riferito dalle autorità statunitensi, la nave era stata individuata mentre operava in violazione delle sanzioni americane e tentava di sottrarsi ai controlli nelle acque dell’Atlantico. La petroliera era già sfuggita a un primo tentativo di fermo il 20 dicembre scorso in acque internazionali, dando il via a un inseguimento durato settimane.

Immediata la reazione di Mosca. L'abbordaggio della petroliera russa Marinera (ex Bella 1) in alto mare da parte delle forze americane «ha violato la Convenzione dell'Onu sulle leggi del mare del 1982», secondo il ministero dei Trasporti di Mosca denunciando che «il 24 dicembre 2025, la Marinera ha ricevuto un permesso temporaneo per navigare sotto bandiera della Federazione Russa, rilasciato in base al diritto russo e al diritto internazionale».

All’operazione di abbordaggio ha partecipato anche il Regno Unito.  Il governo di Keir Starmer ha, infatti, confermato di aver dato supporto militare all’operazione Usa nelle acque internazionali del nord Atlantico. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, John Healey, precisando che l'assistenza è consistita nella messa a disposizione di basi della Raf e in attività di sorveglianza e spionaggio aereo britannico. «Questa nave ha una storia nefasta e fa parte di un asse russo-iraniano di elusione delle sanzioni che sta alimentando terrorismo, conflitti e povertà dal Medio Oriente all'Ucraina», ha detto Healey,

La vicenda

La Marinera, che in precedenza avrebbe battuto bandiera della Guyana prima di essere ribattezzata e registrata come nave russa, stava viaggiando lungo una rotta ad alto rischio dall’Iran al Venezuela. Dopo aver tentato di eludere il blocco navale statunitense attivo nelle aree prossime alle acque venezuelane, la nave ha invertito la rotta dirigendosi verso l’Atlantico settentrionale, dove è stata infine intercettata. Un intervento ad altissima tensione, perché il Cremlino ha mandato una squadra navale in soccorso della cisterna: secondo il Wall Street Journal starebbe arrivando pure un sottomarino nucleare.

Il sequestro è avvenuto «in base a un mandato emesso da un tribunale federale degli Stati Uniti», dopo che l’imbarcazione era stata tracciata dalla Uscgc Munro, unità della Guardia Costiera americana. «L’operazione sostiene la politica del Presidente degli Stati Uniti contro le navi sanzionate che minacciano la sicurezza e la stabilità dell’emisfero occidentale», ha sottolineato il Comando europeo.

Secondo quanto riportato da NBC News, citando funzionari statunitensi coinvolti nell’operazione, il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) ha guidato l’intervento con il supporto militare degli Stati Uniti. Le forze dell’ordine americane risultano attualmente a bordo della petroliera, che resta sotto controllo Usa.

Nelle ore precedenti al sequestro, l’emittente russa Russia Today aveva diffuso immagini di un elicottero leggero che seguiva la nave in mare. Dalle riprese, il velivolo appariva compatibile con un MH-6 Little Bird, mezzo comunemente utilizzato dalle forze speciali statunitensi, dettaglio che ha contribuito ad alimentare le tensioni e le accuse incrociate tra Washington e Mosca.

Fermata anche una nave della ‘dark fleet’ nei Caraibi

Il Comando meridionale degli Stati Uniti (Southcom) ha annunciato il fermo di una seconda petroliera, la M/T Sophia, intercettata nelle acque internazionali del Mar dei Caraibi. Si tratta di una nave cisterna priva di bandiera, inserita nei circuiti della dark fleet e sottoposta a sanzioni.

In un messaggio pubblicato su X, lo Southcom ha spiegato che l’operazione è avvenuta «senza incidenti» nelle prime ore del mattino, grazie a un’azione congiunta del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento per la Sicurezza Interna. Secondo le autorità americane, la nave era impegnata in «attività illecite» e operava al di fuori di qualsiasi quadro normativo riconosciuto. La Guardia Costiera statunitense sta ora scortando la M/T Sophia verso gli Stati Uniti «per la destinazione finale».

Il fermo rientra nell’ambito di Operation Southern Spear, l’operazione con cui Washington punta a rafforzare il contrasto ai traffici illegali di petrolio nell’emisfero occidentale. «Il Dipartimento della Difesa resta fermo nella sua missione di difendere il territorio nazionale e ristabilire sicurezza e stabilità nelle Americhe», ha ribadito il Comando meridionale.

Sanzioni, petrolio e riflessi sui mercati

Le operazioni arrivano in un momento delicato per gli equilibri energetici globali. Solo nelle ultime ore l’ex presidente Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo con la nuova presidenza venezuelana per l’acquisto di forniture di petrolio per un valore di due miliardi di dollari, un segnale che conferma come il dossier Caracas resti centrale nella strategia energetica americana.

Il segretario dell'energia americano Chris Wright, ha previsto che la produzione di petrolio del Paese possa crescere nel medio termine di 700mila barili al giorno. Gli Usa «devono controllare le vendite di greggio per cambiare il Venezuela: il petrolio è infatti una ‘leva’ per spingere al cambiamento», ha aggiunto Wright. Secondo indiscrezioni riportate da Cnbc, le vendite di petrolio venezuelano agli Stati Uniti continueranno a tempo indeterminato dopo la prima tranche da 30-50 milioni di barili annunciata da Donald Trump. Il network riferisce inoltre che alcune delle sanzioni americane saranno ridotte.

Nonostante ciò, il messaggio del Pentagono è netto. «Il blocco del petrolio venezuelano sanzionato e illecito rimane in vigore, ovunque nel mondo», ha dichiarato il segretario alla Difesa Pete Hegseth, rilanciando il post del Comando europeo sul sequestro della petroliera nell’Atlantico settentrionale. Gli Usa continueranno a dare la caccia alle navi che trasportano illegalmente petrolio venezuelano, ha poi assicurato il segretario alla Difesa su X. «Gli Stati Uniti continuano a imporre il blocco a tutte le navi della ‘flotta ombra’ che trasportano illegalmente petrolio venezuelano per finanziare attività illecite, derubando il popolo venezuelano», ha scritto. «Sarà consentito solo il commercio di energia legittimo e legale, come stabilito dagli Stati Uniti», ha aggiunto. (riproduzione riservata)