Le nozze Saipem-Subsea7 arrivano sul tavolo dell’Antitrust Ue. Le due società hanno notificato il 16 giugno il progetto di fusione ai sensi del regolamento ordinario sulle concentrazioni. Bruxelles dovrà valutare se la futura Saipem7 possa o meno ridurre in modo significativo la concorrenza nei mercati dei servizi energetici, in particolare nel segmento Surf (Subsea Umbilicals, Risers and Fflowlines) per l’offshore in acque profonde. È il secondo fascicolo che i due gruppi aprono alla Commissione Europea in meno di un mese: il 26 maggio, infatti, era stata depositata una notifica distinta, relativa al Foreign Subsidies Regulation (Fsr), con scadenza di Fase 1 fissata entro la fine di giugno. Si tratta di una verifica di rito per appurare se Saipem o Subsea7 abbiano ricevuto, negli ultimi tre anni, sussidi da Stati extra-Ue capaci di alterare la concorrenza nel mercato unico, come prestiti a condizioni di favore, capitale da fondi sovrani o da aziende pubbliche estere.
Entrambi i procedimenti seguono un calendario di 25 giorni lavorativi, al termine del quale la Commissione deciderà se chiudere il caso con un nulla osta o aprire un’indagine approfondita di Fase 2. Fino alla decisione su entrambi i fronti, le parti restano sotto obbligo del cosiddetto standstill che tiene fermo il perfezionamento della fusione, atteso nel secondo semestre dell’anno come ha confermato di recente il ceo di Saipem, Alessandro Puliti. Nel caso del dossier Fsr, se la Commissione non rileverà sussidi distorsivi, il fascicolo si chiuderà con un nulla osta. In caso contrario si aprirebbe una Fase 2 di 90 giorni, ma a oggi non risultano elementi pubblici o profili di rischio paragonabile a casi precedenti in cui Bruxelles ha approfondito operazioni che coinvolgevano acquirenti controllati da Stati extraeuropei.
Il fascicolo sulla concentrazione segue la stessa logica binaria: nulla osta semplice oppure passaggio a una Fase 2 più lunga se la Commissione ritenesse che l’operazione possa ridurre sensibilmente la concorrenza. Su questo fronte il dossier appare più delicato. Secondo quanto riportato nelle scorse settimane, alcuni clienti di Subsea7 e Saipem avrebbero chiesto un’istruttoria approfondita, segnalando timori di una possibile concentrazione nei servizi Surf.
Le scadenze europee si sostituiscono a buon parte dell’iter internazionale. Nel Regno Unito la Competition and Markets Authority ha già concluso l’istruttoria ritenendo limitata la sovrapposizione delle due società nei progetti Surf del Mare del Nord. In Germania la notifica non dovrà essere ripresentata, mentre in Norvegia le società avevano comunque giù chiarito che le rispettive attività si concentrano su aree geografiche differenti. Il fronte più delicato resta quello brasiliano, anche se Subsea7 ha detto agli investitori che il Cade sarebbe orientato ad approvare le nozze. Il procedimento dovrebbe concludersi entro metà novembre.
Nel percorso si inserisce anche il cambio alla guida di Subsea7. Il 30 giugno il ceo John Evans passerà il testimone a Stuart Fitzgerald, attuale numero uno della controllato Seaway7. (riproduzione riservata)