La Commissione Europea probabilmente si pronuncerà entro le prossime 24 ore sulla riapertura dell’indagine antitrust relativa alla fusione tra la norvegese Subsea7 e l’italiana Saipem. Lo ha dichiarato il 16 settembre Stuart Fitzgerald, ceo di Subsea7. L’indagine è stata sospesa dall’Ue in attesa che le parti fornissero maggiori informazioni sull’operazione.
«Abbiamo fornito i dati richiesti e ora ci aspettiamo che l'indagine riprenda a breve», ha affermato Fitzgerald a Reuters a margine di una conferenza sull'energia a Oslo. «L'Ue comunicherà un nuovo calendario e ci si può aspettare che lo faccia probabilmente entro le prossime 24 ore. Lasceremo che siano loro a definire le tempistiche, ma la decisione è imminente», ha aggiunto.
Bruxelles ha aperto l’indagine a luglio perché considera Saipem e Subsea7 due dei tre maggiori operatori mondiali nei servizi Surf, cioè nella posa e installazione delle condotte e delle infrastrutture che collegano giacimenti sottomarini e impianti di produzione.
Uno dei dossier regolatori da monitorare, insieme a quello dell’Australia. Infatti a metà settembre l’ACCC ha esteso di 15 giorni la timeline della revisione sulla fusione, su richiesta delle parti per avere più tempo nel rispondere alla notice of competition concerns pubblicata ad agosto. La decisione del regolatore australiano è ora attesa il 1° dicembre rispetto alla precedente scadenza del 10 novembre. L’estensione aumenta la probabilità che il closing dell’operazione possa slittare nel primo trimestre del 2027 rispetto all’obiettivo di fine 2026.
Nel frattempo Saipem si è aggiudicata da Ren-Gas un contratto per l’engineering, procurement and fabrication della propria soluzione Bluenzyme 200, destinata all’unità di cattura della CO2 del progetto power-to-gas di Tampere in Finlandia.
L’accordo prevede la realizzazione della prima unità industriale completa basata sulla tecnologia proprietaria CO2 Solutions by Saipem e sulla soluzione Bluenzym 200. L’impianto sarà integrato nel progetto di produzione di e-metano di Ren-Gas a Tampere, destinato a generare 200 GWh l’anno di combustibile sintetico rinnovabile. L’e-metano sarà poi distribuito attraverso le infrastrutture gas esistenti e destinato in particolare al trasporto stradale pesante in Germania.
Il contratto, ha precisato il gruppo, diventerà efficace dopo la final investment decision di Ren-Gas sul progetto. L’intesa fa seguito alla selezione, annunciata nel dicembre 2024, della tecnologia Bluenzyme per la cattura della CO2 post-combustione.
Per Saipem, l’assegnazione rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo e nella commercializzazione di tecnologie per la cattura del carbonio e di soluzioni integrate con i progetti Power-to-X, in linea con la strategia del gruppo sulla decarbonizzazione industriale.
La notizia segue quella del 15 settembre del completamento della cessione delle attività di perforazione in acque poco profonde in Arabia Saudita dopo aver ottenuto le autorizzazioni regolamentari. Si tratta della vendita dell’intera partecipazione detenuta in Saudi Arabian Saipem Limited ad Ades Saudi Limited Company per 285 milioni di dollari.
È stato sottoscritto anche un contratto di noleggio bareboat che consentirà a Saipem di continuare a utilizzare l’impianto jack-up Perro Negro 10 nelle attività attualmente in corso in Messico, garantendo la piena continuità operativa e il rispetto degli impegni contrattuali assunti nei confronti dei propri clienti.
A detta di Banca Akros e di Berenberg questa cessione è coerente con la strategia della società di concentrarsi sulle attività di perforazione offshore in acque profonde e in ambienti caratterizzati da condizioni operative difficili. Entrambe hanno ribadito un giudizio positivo sull’azione: accumulate e target price a 4,40 euro la prima e buy con un target price a 5,05 la seconda. A Piazza Affari il 16 settembre il titolo segna un +1,73% a 4,295 euro. (riproduzione riservata)