Saipem migliora la redditività nel primo trimestre 2026: l’ebitda ha registrato un incremento del 24% a 434 milioni, a fronte di ricavi stabili a 3,53 miliardi di euro. L’ebitda margin è salito al 12,3% dal 10% di un anno prima. L’utile netto si è attestato a 78 milioni, sostanzialmente stabile.
La società guidata dall’ad Alessandro Puliti ha comunicato i dati martedì 21 a borsa chiusa, La generazione di cassa resta solida: il free cash flow (al netto dei canoni di locazione) di 199 milioni di euro ha contribuito al miglioramento della posizione finanziaria netta, positiva per 1,2 miliardi pre-Ifrs16 e quasi in pareggio post-Ifrs16 (-23 milioni), in recupero rispetto a fine 2025 (qui i conti del precedente esercizio).
Sul fronte commerciale, gli ordini acquisiti si sono fermati a 1,7 miliardi, in calo rispetto ai 2,1 miliardi di un anno prima, ma il portafoglio resta elevato a circa 30 miliardi, garantendo visibilità sulle attività future. La società prevede un’accelerazione delle acquisizioni già dal secondo trimestre, tendenza anticipati dalla doppia commessa arrivata dall’Arabia Saudita e da quella per la bioraffineria di Priolo da parte di Eni. Nello stesso giorno dei conti, Saipem ne ha portato a casa un altro del valore di circa 150 milioni di dollari da ExxonMobil Guyana, per avviare le attività preliminari di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione del sistema sottomarino per il progetto Longtail, situato nel Blocco Stabroek al largo della Guyana, a una profondità di circa 1.750 metri.
Una volta che Exxon avrà raggiunto la decisione finale di investimento con i partner del progetto, potrà partire il contratto complet, che avrà una durata prevista di circa quattro anni e un valore complessivo tra 750 milioni e 1,5 miliardi di dollari.
Guardando ai singoli settori, è cresciuta la redditività dell’Engineering & Construction, con un forte contributo dell’Asset Based Services (ebitda +32,7%), mentre l’Energy Carriers migliora i margini pur con ricavi in calo e il drilling offshore mostra una flessione della redditività legata a fermate tecniche degli impianti.
Saipem ha confermato le guidance 2026, con ricavi attesi a circa 15,5 miliardi, ebitda a 1,9 miliardi e free cash flow intorno a 600 milioni. Resta però l’incognita geopolitica legata allo Stretto di Hormuz. Saipem la vede in chiaroscuro: «Si precisa che, una prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe impattare le consegne
programmate di determinati componenti che sono critici per i progetti di Saipem a livello globale, oltre che avere l’effetto di perturbare le catene logistiche mondiali e, potenzialmente, di generare un aumento dell’inflazione», spiegano dalla società, «ma d’altra parte, è probabile che la attuale crisi rinforzi ulteriormente l’outlook già positivo per gli investimenti energetici globali, oltre che a richiedere investimenti addizionali necessari per la riparazione di alcune infrastrutture energetiche in Medio Oriente».
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