Saipem, parla l’ad Puliti: con Subsea7 diventeremo i campioni d’Europa e sfideremo anche i cinesi
Saipem, parla l’ad Puliti: con Subsea7 diventeremo i campioni d’Europa e sfideremo anche i cinesi

di  Angela Zoppo 21/08/2026 20:00

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Dall’inizio dell’anno il titolo Saipem ha già guadagnato l’80%, arrivando a 4,5 euro. Nessuno tra i competitor ha fatto di meglio. Per le banche d’affari come Barclays c’è ancora spazio per salire a 5 euro. Ma l’ad Alessandro Puliti non ha occhi solo per il listino. L’obiettivo che occupa la sua visuale è trasformare Saipem in Saipem7: il campione europeo dei servizi energetici, che nascerà dalle nozze col gruppo norvegese Subsea7, potrà competere alla pari con i grandi gruppi globali e contrastare l’arrivo della concorrenza cinese, assicura. Come, lo spiega in questa intervista rilasciata a MF-Milano Finanza.

Domanda Partiamo proprio da Saipem7. Dopo il via libera degli Stati Uniti alla fusione, resta da completare l’iter autorizzativo europeo. Continuate a ritenere realistico il closing nella seconda metà dell’anno?

Risposta. Finora abbiamo avuto il via libera da 10 autorità antitrust delle 16 a cui abbiamo richiesto autorizzazione nei vari Paesi dove operiamo. Le giurisdizioni nelle quali abbiamo avuto la clearance rappresentano circa il 90% del backlog totale del nostro business offshore.

Chiaramente il parere positivo degli Stati Uniti è un passaggio importante verso il completamento dell’operazione, anche perché ottenuto dopo la cosiddetta Fase 2 di analisi, ovvero uno scrutinio molto approfondito che prevede l’esame di moltissimi documenti. D’altronde, è perfettamente normale che operazioni di queste dimensioni siano valutate in maniera così dettagliata. Non deve stupire quindi che anche in Australia e nell’Unione Europea si sia entrati in Fase 2.

Ad oggi, non registriamo variazioni rispetto alle tempistiche previste per l’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari necessarie al closing comunicato al mercato.

D. La vostra flotta di costruzione offshore è impegnata per i prossimi due anni. Come valuta l’attuale ciclo di investimenti nel settore?

R. Il mercato offshore esprime una domanda molto solida, come mostrano il portafoglio ordini e l’elevato utilizzo previsto della flotta. Al 30 giugno 2026, il backlog dell’Offshore E&C ammontava a 18,7 miliardi di euro: 12,8 miliardi riferiti al 2026-2027 e circa 5 miliardi al 2028. Nel 2024-2025 Saipem ha acquisito ordini per quasi 32 miliardi, poco meno del 70% proprio nell’offshore. Anche il 2026 resta positivo, con quasi 2 miliardi di ordini offshore acquisiti a giugno, senza contare i contratti annunciati ad agosto.

Per il futuro, ci aspettiamo che il trend positivo continui. Sicurezza energetica, affidabilità degli approvvigionamenti e sviluppo di nuove risorse sostengono un ciclo favorevole della nostra industria, che ci consente di guardare con fiducia all’impiego della flotta anche oltre il prossimo biennio.

D. A proposito di sicurezza energetica, il gas è al centro della scena. Arriverà una spinta anche per gli investimenti e gli ordini di Saipem?

R. Il gas continuerà ad avere un ruolo importante nel sistema energetico globale e sarà uno dei principali motori degli investimenti. Saipem è già particolarmente attiva in questo segmento: al 30 giugno 2026 circa il 50% dei progetti in portafoglio riguardava il gas, tra infrastrutture Gnl e sviluppi offshore.

Un esempio è Neptun Deep, il maggiore progetto offshore di gas naturale oggi in sviluppo nell’Unione europea, che stiamo realizzando in Romania per Omv Petrom e Romgaz. A luglio abbiamo installato la piattaforma di produzione e le attività ora continuano con l’installazione delle pipeline e strutture sottomarine. Si tratta di infrastrutture che contribuiranno alla sicurezza energetica europea e alla diversificazione delle fonti. Un progetto europeo realizzato da un contractor europeo che, con il progetto di fusione con Subsea7, ha l’ambizione di diventare un «european champion» con dimensioni adeguate a sostenere una competizione globale sempre più agguerrita, in cui si delinea chiaramente il ruolo emergente dei contractor cinesi.

D. Dove vede le maggiori opportunità per continuare a crescere?

R. Le aree più dinamiche sono in Estremo Oriente dove i recenti ritrovamenti di rilevanti riserve di gas naturale vicino ai luoghi di consumo stanno generando opportunità interessanti per Saipem, così come nell’Africa subsahariana, dove abbiamo una presenza consolidata e un posizionamento in crescita. Vediamo certamente nuove opportunità anche in America Latina, mentre il Medio Oriente continua ad essere sostenuto da domanda solida e resiliente anche nelle recenti tensioni geopolitiche.

Nell’Offshore E&C le opportunità riguardano sia l’attività in acque profonde che convenzionali, mentre nell’Onshore E&C si concentrano su upstream, Gnl, Fpso, fertilizzanti, bioraffinerie e infrastrutture sostenibili.

D. A fine luglio avete confermato le principali metriche della guidance 2026 pur incorporando nel secondo semestre extracosti legati alla crisi di Hormuz sostanzialmente analoghi a quelli del primo. Lo scenario resta valido o il rischio è aumentato?

R. La situazione nello Stretto di Hormuz resta fluida e complessa ed è oggetto di monitoraggio costante. Nel primo semestre abbiamo garantito continuità operativa, sicurezza di persone e mezzi e un ottimo avanzamento dei progetti, anche grazie a una gestione proattiva della flotta.

Le discontinuità legate al conflitto hanno tuttavia generato extracosti per circa 70 milioni di euro, principalmente per mezzi di supporto, premi assicurativi, stoccaggio, standby e ulteriori misure a tutela del personale.

Per il secondo semestre manteniamo l’ipotesi di uno scenario analogo: ottimo avanzamento delle attività e costi aggiuntivi di entità comparabile.

Riteniamo quindi corretta e prudente la posizione che abbiamo comunicato a luglio.

D. Saipem ha ritrovato una forte generazione di cassa e ha ripristinato il dividendo. Quali sono le priorità nell’allocazione del capitale e nella remunerazione degli azionisti?

R. Dopo il turnaround degli ultimi anni, la nostra priorità è consolidare il profilo finanziario del gruppo e sostenere gli obiettivi di crescita del piano strategico. (riproduzione riservata)