Saipem, mediante la controllata PT Saipem Indonesia, in joint venture con PT Tripatra Engineers and Constructors, si è aggiudicata un contratto per le attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione (Epci) di un’unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico destinata al progetto «Kutei North Hub Field Development», situato nel bacino di Kutei, nella regione di East Kalimantan, in Indonesia.
Il contratto, del valore di 2 miliardi dollari per la parte di competenza di Saipem, è stato assegnato da Eni North Ganal, azienda controllata da Searah, a sua volta società risultante dalla business combination costituita da Eni e Petronas.
L’esecuzione del progetto, di una durata stimata di 48 mesi, comprende le attività di project management, ingegneria di dettaglio, approvvigionamento dei materiali, fabbricazione, costruzione e installazione, nonché le fasi di commissioning e avviamento dell’unità Fpso.
Il progetto Kutei Fpso rientra nell’ambito dello sviluppo del Kutei North Hub Field Development, che prevede un collegamento sottomarino a una nuova Fpso, un gasdotto dedicato all’esportazione del gas verso l’impianto Lng di Bontang e ai consumatori di gas per usi domestici attraverso l’attuale East Kalimantan System.
«Quest’aggiudicazione rafforza ulteriormente il posizionamento di Saipem nel segmento dei progetti di unità di produzione galleggianti, valorizzando la combinazione unica di competenze di ingegneria e capacità di fabbricazione locali, e una consolidata esperienza della società nell’esecuzione fast-track dei progetti», si legge nel comunicato della società.
Per Banca Akros il contratto è di dimensioni rilevanti e suggerisce che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente potrebbero innescare un’ondata di investimenti in poli energetici e fonti energetiche alternative. «Stimiamo che la raccolta ordini da inizio anno di Saipem, includendo anche questo contratto, ammonti a circa 6,5 miliardi di euro mentre il portafoglio ordini alla fine di marzo era pari a 29,6 miliardi di euro», ha aggiunto Banca Akros, ribadendo il rating buy e il target price a 4,8 euro sul titolo Saipem.
Anche per Equita la notizia è chiaramente positiva, ma non completamente inattesa, in quanto nelle scorse settimane erano già circolate indiscrezioni di stampa secondo cui Saipem avesse selezionato China Merchants Heavy Industry per la costruzione dello scafo della Fpso, segnale che il progetto fosse già in fase molto avanzata.
L’importo di 2 miliardi di dollari rappresenta il 15% della stima di order intake 2026 di Equita e porta la raccolta ordini annunciata da inizio anno a 7 miliardi, «pari al 55% circa della nostra stima per l’intero esercizio. La marginalità stimiamo possa essere in linea con il target di medio periodo per la divisione Energy Carriers (Onshore) pari a un range mid single digit/high single digit», precisa la sim.
Il contratto conferma l’accelerazione commerciale dopo un primo trimestre del 2026 debole in termini di book-to-bill e rafforza la visibilità sul backlog nei prossimi trimestri, aggiunge Equita. L’aggiudicazione rappresenta, inoltre, un segnale positivo per il posizionamento di Saipem in Indonesia, dove la società può beneficiare di una pipeline rilevante di opportunità legate allo sviluppo delle attività di Eni nell’area. Comunque Equita ha un giudizio più cauto di Banca Akros su Saipem: hold con un prezzo obiettivo a 4 euro.
A Piazza Affari grazie a questo contratto il titolo Saipem il 7 luglio sale del 2,68% a 4,51 euro. (riproduzione riservata)