Saipem, lieto fine in Brasile: sì senza condizioni alla fusione con Subsea7
Saipem, lieto fine in Brasile: sì senza condizioni alla fusione con Subsea7
L’iter delle nozze italo-norvegesi supera l’esame più temuto, l’Antitrust brasiliano non ha accolto le richieste dei concorrenti. Ora il percorso si sposta a Bruxelles. Accordo in Arabia Saudita per la cessione della controllata Sas 

di Angela Zoppo 24/06/2026 07:00

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Via libera senza condizioni alle nozze tra Saipem e Subsea7. La fusione italo-norvegese ha superato lo scoglio regolatorio più arduo, ottenendo l’approvazione del Cade, l’autorità antitrust del Brasile. La decisione, anticipata nella notte italiana del 23 giugno da Reuters, può ancora essere oggetto di ricorso da parte dei soggetti che si sono opposti all’operazione, ma intanto fa segnare un punto importante a Saipem e a Subsea7 nel percorso verso il traguardo, previsto entro novembre 2026.

Lo snodo brasiliano ha assunto una particolare rilevanza nell’iter verso la futura Saipem 7, come si chiamerà il gruppo generato dalla fusione, che si preveda possa contare circa 21 miliardi di euro di ricavi, oltre 2 miliardi di ebitda e un portafoglio ordini intorno ai 43 miliardi di euro. Considerato uno dei più sensibili per il peso delle attività offshore in acque profonde, il Brasile ha visto la mobilitazione di alcuni grandi operatori del settore, tra cui Petrobras, Exxon Mobil e TotalEnergies, che avevano contestato l’operazione sostenendo che la fusione avrebbe potuto ridurre la concorrenza nei servizi subsea e nelle attività di installazione offshore, anche se le posizioni in qualche caso si erano progressivamente ammorbidite. Nonostante queste obiezioni, l’autorità brasiliana ha deciso di non imporre né cessioni di attività né altri rimedi correttivi. 

L’esame al Cade era seguito con particolare attenzione anche perché il dossier era stato classificato come «complesso», con l’avvio di approfondimenti supplementari sugli effetti concorrenziali dell’aggregazione. L’esito positivo rafforza quindi la posizione delle due società nel percorso di ottenimento delle autorizzazioni necessarie al completamento dell’operazione.

Doppio esame a Bruxelles

L’iter Antitrust si sposta ora sul fronte europeo. Le due società hanno notificato il 16 giugno il progetto di fusione ai sensi del regolamento ordinario sulle concentrazioni. Bruxelles dovrà valutare se la futura Saipem7 possa o meno ridurre in modo significativo la concorrenza nei mercati dei servizi energetici, in particolare nel segmento Surf (Subsea Umbilicals, Risers and Fflowlines) per l’offshore in acque profonde. Un pronunciamento potrebbe arrivare il 22 luglio. È il secondo fascicolo che Saipem e Subsea7 aprono alla Commissione Europea in meno di un mese: il 26 maggio, infatti, era stata depositata una notifica distinta, relativa al Foreign Subsidies Regulation (Fsr), con scadenza di Fase 1 fissata entro la fine di giugno. Si tratta di una verifica di rito per appurare se Saipem o Subsea7 abbiano ricevuto, negli ultimi tre anni, sussidi da Stati extra-Ue capaci di alterare la concorrenza nel mercato unico, come prestiti a condizioni di favore, capitale da fondi sovrani o da aziende pubbliche estere. Una risposta è attesa il 29 giugno. 

L’accordo in Arabua Saudita

Saipem ha anche firmato un accordo vincolante con il gruppo saudita Ades Holding Company per la vendita del 100% di Sas, Saudi Arabian Saipem Limited, la controllata attiva nelle perforazioni offshore in acque poco profonde.

L’operazione ha un valore di 285 milioni di dollari, che saranno pagati in contanti al closing, atteso entro il terzo trimestre del 2026, con i consueti aggiustamenti. Sas dispone di una flotta composta da tre jack-up rig di proprietà (Perro Negro 7, 8 e 10) e due impianti operati in leasing (Perro Negro 11 e 13). Nel 2025, la società ha registrato ricavi per 636 milioni di riyal sauditi, pari a circa 170 milioni di dollari.

I proventi della cessione saranno destinati agli obiettivi del piano industriale di Saipem. Contestualmente al completamento dell’operazione, le parti firmeranno un contratto di bareboat charter che consentirà a Saipem di continuare a utilizzare il rig Perro Negro 10 nelle attività in corso in Messico.

Dal punto di vista strategico, la vendita si inserisce nel percorso di razionalizzazione del business drilling, premiato dagli analisti, con l’obiettivo di concentrare il portafoglio sulle attività offshore in acque profonde e in contesti a maggiore complessità tecnica e redditività.

Nell’operazione Saipem è assistita da Moelis & Company Uk come advisor finanziario e da Clifford Chance e As&H Clifford Chance come consulenti legali.

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