Saipem, ecco perché JP Morgan, Banca Akros ed Equita alzano i target price prima dei risultati del secondo trimestre 2026
Saipem, ecco perché JP Morgan, Banca Akros ed Equita alzano i target price prima dei risultati del secondo trimestre 2026
Saipem ha tenuto una conference call con gli analisti prima dei risultati del 27 luglio. Focus sul Medio Oriente e sugli ordini boom

di Francesca Gerosa 30/06/2026 10:30

Ftse Mib
51.677,54 12.21.57

+1,01%

Dax 30
24.957,65 12.22.01

+1,34%

Dow Jones
52.182,74 11.58.30

+0,59%

Nasdaq
25.820,14 7.25.15

+2,07%

Euro/Dollaro
1,1396 12.06.45

-0,25%

Spread
71,61 12.36.12

-1,46

La situazione in Medio Oriente è gestibile e gli analisti alzano i target price sul titolo Saipem in vista dei conti del secondo trimestre del 2026 attesi il 27 luglio. Così il titolo a Piazza Affari il 30 giugno schizza del 2,52% a quota 4,356 euro.

Medio Oriente: rischi e costi

Saipem ha tenuto il 29 giugno una conference call «pre-close» relativa al secondo trimestre dalla quale è emerso che in Medio Oriente il gruppo ha completato un transito di apparecchiature attraverso lo Stretto di Hormuz in uscita e uno in entrata, ma ulteriori attraversamenti restano in sospeso e la visibilità rimane limitata. Il management ha dichiarato che le navi sono state mantenute operative su altre attività in attesa delle finestre di transito, limitando i tempi di inattività. Il backlog di Saipem è fortemente esposto al Medio Oriente, circa il 40%.

Per quanto riguarda i costi extra, l’azienda ritiene che possano potenzialmente essere recuperati dai clienti, al contempo la contabilizzazione è prudente: i costi vengono registrati quando probabili, mentre i relativi ricavi o rimborsi vengono riconosciuti solo quando vi è sufficiente visibilità. Una valutazione più completa sarà comunque fornita con i risultati del primo semestre, inclusi i costi aggiuntivi e gli eventuali recuperi dai clienti. «Il principale elemento di attenzione resta il transito di alcuni componenti critici destinati ai progetti in Qatar, che devono ancora attraversare lo Stretto. In caso di ritardi significativi, stimiamo un impatto relativamente contenuto, che potrebbe portare a un differimento al 2027 di una porzione dei ricavi e margini di alcuni progetti medio-orientali», sottolinea Equita.

Il management ha anche anticipato che il free cash flow del secondo trimestre, prima dei dividendi, sarà positivo. I pagamenti dei clienti del Medio Oriente sono stati descritti come regolari nel secondo trimestre, senza impatti negativi sulla cassa legati all’attuale situazione geopolitica.

Bene il Cade sulla fusione con Subsea 7

Quanto alla fusione con Subsea 7 il management ha confermato i progressi nel processo di approvazione della fusione, con otto autorizzazioni antitrust ottenute su 16 giurisdizioni richieste. L’aggiornamento più rilevante riguarda l’autorizzazione del Cade in Brasile, concessa senza rimedi. La decisione resta soggetta a un eventuale ricorso da parte di soggetti interessati. Il management ha indicato che gli oppositori hanno circa due settimane per presentare ricorso, dopo le quali il Cade potrebbe impiegare fino a 90 giorni per una risposta finale in caso di appello. La scadenza per l’antitrust brasiliano resta fissata alla prima metà di novembre.

Nuovi ordini per oltre 3 miliardi di euro

Parallelamente Saipem ha indicato una forte accelerazione del portafoglio ordini nel secondo trimestre, con nuove aggiudicazioni annunciate superiori a 3 miliardi di euro rispetto agli 1,7 miliardi del primo trimestre (incluse le modifiche contrattuali) con book-to-bill vicino a 1x. Circa la metà degli ordini riguarda Energy Carriers e progetti Onshore E&C. Il principale è un contratto Epc per un nuovo impianto di compressione gas nel campo di Uthmaniyah in Arabia Saudita.

Ma anche l’Indonesia è stata descritta come una parte importante della pipeline commerciale grazie alle opportunità con Eni e Petronas. Il management ha menzionato opportunità sia offshore che onshore. Invece, il Mozambico non è ancora tornato al pieno regime contrattuale Epc (Engineering, procurement and construction). Saipem opera ancora sotto il precedente contratto sospeso, basato su un modello cost-plus concordato con TotalEnergies. Il management ha dichiarato che l’attività nel Paese è aumentata e che il progetto sta generando un margine positivo, ma il riavvio completo dipende ancora da alcuni passaggi formali.

Inoltre, il management non prevede impatti finanziari nel breve termine dall’arbitrato Thai Oil. Una decisione finale è attesa nel 2028 o 2029; il management continua a sperare in un accordo transattivo. Infine, sono stati indicati ulteriori progressi sul progetto Courseulles, con 32 socket completati rispetto ai 24 dell’aggiornamento del primo trimestre (il progetto ha raggiunto circa il 50% dei 64 socket totali da perforare). Il ritmo negli ultimi due mesi è stato di circa quattro socket al mese. Saipem ha completato l’installazione di 17 monopali, mostrando ulteriori progressi rispetto alla fine di aprile (15 installati).

Banca Akros, JP Morgan ed Equita alzano i target price

Dopo quanto emerso dall’incontro con la società, Banca Akros ha affinato la valutazione di Saipem includendo una maggior probabilità che la fusione con Subsea 7 vada a buon fine (dal 50% al 75%) e una certa espansione dei multipli nel settore offshore E&C. Da qui la modifica del target price da 4,4 a 4,8 euro per azione (rating buy).

Anche JP Morgan ha alzato il prezzo obiettivo da 4,7 a 5,89 euro, confermando la raccomandazione overweight, sostenendo che l'espansione dei margini continuerà e la pipeline commerciale è robusta. Lo stesso ha fatto Equita, ritenendo che il secondo trimestre possa confermare un quadro operativo complessivamente rassicurante. L’esecuzione dei progetti in Medio Oriente, dove Saipem ha un backlog di 11,5 miliardi di euro prevalentemente offshore, sembra essere proseguita regolarmente nel trimestre, senza evidenze di ritardi operativi rilevanti né criticità negli incassi. 


Sul fronte commerciale, includendo i change orders, Equita stima un order intake nel trimestre pari a 3,4 miliardi. «Positivo anche il via libera senza rimedi del Cade alla fusione con Subsea7, che riduce sensibilmente il principale rischio regolatorio dell’operazione. Mentre la cessione delle attività di shallow water drilling ad Ades conferma la strategia di focalizzazione sul drilling deepwater e harsh-environment, con un impatto limitato sull’ebitda e un incasso di 285 milioni di dollari atteso nel quarto trimestre del 2026», continua Equita.

Nel complesso, «ci attendiamo che Saipem confermi la guidance 2026 nonostante l’incognita esecutiva nel Medio Oriente e il minor contributo del drilling offshore dopo il disinvestimento dei cinque jack-up. Per il secondo trimestre stimiamo ricavi sostanzialmente stabili anno su anno, un ebitda in crescita del 13% con un margine in miglioramento di circa 145 punti base e un free cash flow positivo prima del dividendo. Miglioriamo il target price del +8% a 4 euro (rating hold, ndr), principalmente per il miglior profilo di rischio della fusione dopo l’approvazione in Brasile. Il titolo tratta a 21x il p/e 2026 rispetto a 22x di TechnipFmc, 17x degli oil services Usa. Sul 2028 stimiamo che la società risultante dalla fusione, includendo 300 milioni di sinergie, tratti a 14,5x rispetto a 15,8x TechnipFmc e alle 12.7x degli oil services Usa».

Jefferies ha ribadito buy e il target price a 6 euro, convinto che la questione dell’impatto dei costi in Medio Oriente sui risultati del secondo trimestre e/o sulle indicazioni per l’intero esercizio sia «gestibile grazie all’effetto compensativo del portafoglio ordini ampio e ai buoni progressi in corso. Riduciamo leggermente l’eps del secondo trimestre da 0,06 a 0,05 euro per azione per tener conto di alcuni impatti di costo, ma ci aspettiamo che la guidance per l’intero esercizio venga confermata», precisa Jefferies.

Per il secondo trimestre il broker ha stime poco sopra quelle del consenso a livello di utile reported (100 milioni di euro vs 98 milioni; 63 milioni nel secondo trimestre del 2025) e di ebitda (476 milioni vs 460 milioni con un margine al 12,9% vs 12,4%; 413 milioni nel secondo trimestre del 2025). Mentre i ricavi sono stimati a 3,695 miliardi (3,693 miliardi nello stesso periodo del 2025) , pressoché in linea con i 3,698 attesi dal consenso a fronte di un backlog pari a 29,41 miliardi (29,038 miliardi il consenso; 31,120 miliardi nel secondo trimestre del 2025).

Chiude il cerchio Citi (buy e target price a 5,10 euro) che ha aggiornato il suo modello in vista dei risultati: «Rivediamo al rialzo i margini 2027-2030 delle attività asset based services, riflettendo la nostra aspettativa che il ciclo offshore resti in una fase di mid-upcycle, e continuiamo a prevedere un miglioramento dei margini. Siamo dell’8% sopra il consenso sull’ebitda 2028 per asset based services, guidati proprio dall’espansione dei margini. Rivediamo, invece, al ribasso gli utili del segmento offshore drilling per tener conto della cessione del business di perforazione in acque basse, il cui closing è atteso nel terzo trimestre del 2026. Al netto di queste modifiche, aumentiamo in media del 6% le stime di eps 2026-20030. Manteniamo il target price a 5,1 euro per azione e il rating buy».

Quanto al Medio Oriente Citi ritiene che, oltre fine luglio, ogni mese di ritardo nella consegna di equipaggiamenti chiave possa posticipare lo 0,6% dei ricavi attesi per il 206. I costi incrementali stanno probabilmente aumentando e rappresentano un’incertezza sui margini, con il recupero dei costi che dipenderà dalle negoziazioni in corso con i clienti.

Mentre l’approvazione recente dell’antitrust in Brasile è positiva per il progresso della fusione. «Sulla base delle nostre stime, Saipem pro forma con Subsea 7 tratta a uno sconto significativo di oltre il 60% rispetto al peer americano TechnipFmc, uno sconto più ampio di quello osservato tra le compagnie petrolifere europee e i competitor Usa». Questo divario ci sembra sempre più difficile da giustificare, data la qualità e visibilità degli utili», precisa Citi.

«Il secondo trimestre mostrerà una chiara riaccelerazione degli ordini: stimiamo 3,5 miliardi di euro contro 1,7 miliardi del primo con un mix ben diversificato tra Surf offshore (Angola), Epc onshore (gas in Arabia Saudita), Epci offshore (Arabia Saudita) e progetti legati alla transizione energetica. Questo supporta una migliore visibilità del portafoglio ordini per il 2026-2027», prevede Citi, citando come principali catalizzatori positivi nel breve termine la conversione di grandi opportunità (ad esempio Epc in Guyana nella seconda metà del 2026), la continuità nella disciplina esecutiva e ulteriori sviluppi positivi sulla fusione con Subsea 7». (riproduzione riservata)