Il via libera brasiliano alla fusione Saipem-Subsea7 ha convinto gli analisti, anche se è condizionato alla vendita della Seven Borealis, una delle principali navi della flotta norvegese. Barclays considera la decisione del Cade, l’antitrust del Brasile, un passo importante verso il completamento dell’operazione, mentre Bnp Paribas Exane giudica positivamente il compromesso raggiunto, che prevede la cessione di un solo asset senza modificare le sinergie annunciate. Anche per Equita la notizia è favorevole perché riduce il rischio di mancato completamento della fusione, «confermandone sostanzialmente invariati il razionale industriale e le sinergie attese». Barclays conferma la raccomandazione equal weight su entrambi i titoli, con un target price di 5 euro per Saipem, pari a un potenziale rialzo del 15,3%, e di 435 corone norvegesi per Subsea7, con un upside del 37%. Equita mantiene invece su Saipem la raccomandazione hold e prezzo obiettivo di 4 euro.Alle 11 del 5 novembre il titolo è stabile in borsa a 4,33 euro.
Barclays ricorda che il Brasile rappresentava il principale mercato di produzione in acque profonde nel quale la concentrazione tra i due gruppi sollevava problemi di concorrenza. Il Cade ha scelto una soluzione intermedia rispetto alla richiesta di bloccare l’operazione, imponendo la cessione di una nave per favorire la presenza di un operatore indipendente.
Superato l’ostacolo brasiliano il 4 novembre, l’attenzione si sposta sulle altre autorizzazioni: quelle ottenute sono 12 su 16. La Commissione europea ha aperto l’indagine approfondita il 22 luglio 2026 e sospeso i termini dell’istruttoria il 25 agosto. In Australia la decisione dell’Accc è attesa il 22 dicembre. Secondo gli analisti, la decisione del Cade potrebbe essere un segnale positivo per l’esito delle altre procedure antitrust. Il calendario originario prevedeva il completamento della fusione entro il 2026, con il 31 dicembre come termine per soddisfare le condizioni previste dall’accordo. Equita ritiene che il primo trimestre sia lo scenario più probabile per il closing, previa eventuale proroga
consensuale della scadenza contrattuale del 31 dicembre 2026.
Barclays avverte però che trovare un compratore per la Seven Borealis non sarà semplice. Servirà un operatore con risorse finanziarie adeguate e competenze specifiche per lavorare nelle acque profonde, dove eventuali problemi nell’esecuzione dei progetti possono avere conseguenze economiche rilevanti.
Entrata in servizio nel 2012, la Seven Borealis è specializzata nella posa di condotte sottomarine. Subsea7 l’aveva acquistata per 254 milioni di dollari, per poi convertirla con interventi stimati in circa 460 milioni. Secondo Barclays, costruire oggi un’unità equivalente costerebbe difficilmente meno di un miliardo di dollari.
La nave ha inoltre contratti da eseguire nei prossimi anni. L’accordo con il Cade contempla la possibilità di venderla e riprenderla in leasing per completare i lavori già assegnati. Una soluzione che Barclays considera ragionevole, perché consentirebbe di evitare cambi di appaltatore su progetti già avviati.
Il giudizio positivo riflette anche l’evoluzione dell’istruttoria brasiliana. Inizialmente il Cade aveva dato un’approvazione senza condizioni, ma il successivo ricorso di Petrobras e altri operatori ha portato a un esame più approfondito delle gare nelle quali Saipem e Subsea7 si erano confrontate direttamente. L’autorità ha così individuato il rischio che la riduzione della concorrenza potesse determinare un aumento dei prezzi.
Per Bnp Paribas Exane, la cessione di un solo asset rappresenta quindi un compromesso favorevole, mentre Barclays sottolinea che le società hanno confermato la logica industriale dell’integrazione e le sinergie precedentemente annunciate. Secondo Equita , la notizia è positiva «in quanto rimuove una delle principali incertezze regolatorie a fronte di un impatto industriale e finanziario apparentemente contenuto». L'impatto economico della cessione, stima la banca d’affari, dovrebbe essere limitato, sia in termini di dimensioni sia di redditività del gruppo combinato. Per Seven Borealis si stima una capacità di fatturato equivalente di circa 80–120 milioni di dollari l’ anno, inferiore all'1% dei ricavi della futura Saipem7. Il prezzo di cessione genererebbe inoltre un incasso una tantum, compensando parzialmente la perdita di capacità operativa. Soprattutto, il valore stimato dell'asset rimane inferiore alla soglia contrattuale di 500 milioni di euro di dismissioni aggregate, superato il quale le parti avrebbero facoltà di recedere dall'accordo. (riproduzione riservata)