Saipem, contratto da 700 milioni con Eni per la bioraffineria di Priolo. Il 21 aprile la trimestrale, le attese del consenso
Saipem, contratto da 700 milioni con Eni per la bioraffineria di Priolo. Il 21 aprile la trimestrale, le attese del consenso
Il nuovo impianto di Priolo, in Sicilia, avrà una capacità di 500 mila tonnellate l’anno. Il consenso Bloomberg si aspetta conti in crescita nel primo trimestre 2026. Focus sull’esposizione del gruppo al Medio Oriente

di Francesca Gerosa 20/04/2026 08:40

Ftse Mib
48.223,47 11.17.49

-1,32%

Dax 30
24.356,51 11.17.51

-1,40%

Dow Jones
49.447,43 10.47.33

+1,79%

Nasdaq
24.464,99 7.25.15

+1,52%

Euro/Dollaro
1,1764 11.02.51

-0,31%

Spread
74,18 11.32.51

+2,86

Saipem ha firmato con Eni Industrial Evolution il contratto per realizzare la nuova bioraffineria di Priolo, in Sicilia, progetto già annunciato lo scorso 3 febbraio da Eni e Q8 Italia.

I dettagli del contratto da 700 milioni con Eni

Il contratto per le attività di ingegneria di dettaglio, approvvigionamento dei materiali e costruzione delle unità principali della nuova bioraffineria, ha un valore di 700 milioni di euro e prevede come termine dei lavori la fine del 2028.

Il nuovo impianto avrà una capacità di 500 mila tonnellate l’anno con un’ampia flessibilità operativa per la produzione di saf-biojet e hvo-diesel.

Saipem sempre più leader nella realizzazione di bioraffinerie

Con l’aggiudicazione di questo nuovo contratto, Saipem rafforza la collaborazione con Eni e «conferma la propria leadership nella realizzazione di bioraffinerie», si legge nel comunicato stampa, «mettendo a disposizione competenze tecnologiche, ingegneristiche e realizzative distintive, maturate in progetti di trasformazione e riconversione industriale a supporto dei percorsi di evoluzione sostenibile del settore e della transizione energetica».

Gli analisti e il titolo in borsa

A detta di Banca Akros il nuovo contratto «è di dimensioni significative e conferma che lo sviluppo delle bioraffinerie è un fattore positivo per Saipem». Il rating sull’azione, che a Piazza Affari il 20 aprile sale contro corrente rispetto al mercato del 2% a 3,951 euro, resta buy con un prezzo obiettivo a 4,40 euro

Anche per Equita la notizia è positiva per il titolo in quanto rappresenta il 6% circa della raccolta ordini stimata per il
2026. Trattandosi di attività onshore Epc, «ci attendiamo una marginalità mid single digit. Con quest’aggiudicazione, la raccolta ordini annunciata da inizio anno sale a 1,5 miliardi di euro contro i 12,6 miliardi attesi sull’intero 2026», calcola Equita (hold e target price a 3,4 euro).

Il 21 aprile la trimestrale, le attese del consenso

La commessa arriva il giorno prima del cda di Saipem che analizzerà i risultati del primo trimestre 2026. Il consenso Bloomberg si attende ricavi in aumento a 3,699 miliardi di euro dai 3,518 miliardi dello stesso periodo del 2025, con un backlog (portafoglio ordini) in calo a 30,164 miliardi (32,671 miliardi nel primo trimestre del 2025), un ebitda a 439 milioni, anch’esso in crescita dai 351 milioni del primo trimestre del 2025 con un margine all’11,9% (dal 10%), un utile reported a 108 milioni, +40,25% rispetto ai 77 milioni dei primi tre mesi del passato esercizio e un indebitamento finanziario netto in miglioramento a 171 milioni rispetti ai 498 milioni del quarto trimestre del 2025.

Focus sull’esposizione del gruppo al Medio Oriente

Jefferies, che lo scorso 14 aprile ha abbassato il target price sul titolo Saipem a 5,10 euro (rating buy), ha stime leggermente al di sotto di quelle del consenso (ricavi a 3,66 miliardi, ebitda a 415 milioni, utile a 100 milioni e indebitamento finanziario netto più alto a 248 milioni) a causa di alcuni effetti legati alla stagionalità e ha messo in guardia dall’esposizione del gruppo al Medio Oriente: circa il 38% del backlog si trova in Medio Oriente (Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti), ma i progetti stanno avanzando secondo i piani. In Qatar, Comp3, EPC2 e Comp5 restano nelle fasi di ingegneria o fabbricazione con la maggior parte delle attività svolte al di fuori del Medio Oriente.

Inoltre, il progetto Hail & Ghasha negli Emirati Arabi Uniti prosegue senza ritardi rilevanti. I pagamenti dei clienti rimangono regolari, le navi sono già operative nella regione e le coperture assicurative sono attive. Il management ha segnalato che eventuali interruzioni prolungate potrebbero incidere sulla logistica degli approvvigionamenti piuttosto che sull’esecuzione dei progetti nel breve termine. Infine, per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi ordini, Jefferies ha previsto un’accelerazione nel corso dell’anno. (riproduzione riservata)