Saipem, concorrenti divisi sulla fusione con Subsea7. Le nozze sotto la lente di Barclays: ecco cosa può succedere
Saipem, concorrenti divisi sulla fusione con Subsea7. Le nozze sotto la lente di Barclays: ecco cosa può succedere
Il fronte brasiliano, ad oggi il maggior ostacolo alla nascita di Saipem7, si spacca. L’associazione degli operatori Oil & Gas Abep chiede all’Antitrust di bocciare l’operazione, mentre Exxon apre al sì condizionato

di Angela Zoppo  21/05/2026 16:30

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Si spacca il fronte brasiliano, che rappresenta il maggiore ostacolo sulla strada delle nozze tra Saipem e Subsea7. Alcuni dei concorrenti contrari all’operazione alzano le barricate nelle memorie inviate al regolatore Cade, l’antitrust brasiliana, mentre da altri emergono posizioni nel complesso più accomodanti. Nel primo caso rientra l'Abep (Associação Brasileira de Empresas de Exploração e Produção de Petróleo e Gás); nel secondo, invece, c’è da segnalare Exxon, che inizialmente era tra gli irriducibili e ora mostra atteggiamenti meno rigidi.

La posizione di Abep, la più contraria in assoluto, è la novità di questi ultimi giorni: «il divieto totale dell'operazione sarebbe la soluzione concorrenziale appropriata», sostiene l’associazione, per la quale nessun rimedio Antitrust, nemmeno la cessione di navi, sarebbe sufficiente per mitigare gli effetti della fusione su un mercato già «strutturalmente vincolato», in cui «non è atteso alcun aumento materiale della capacità effettiva». Secondo l’associazione, la nuova entità Saipem7 raggiungerebbe quote di mercato molto elevate, comprese tra un minimo del 40-50% e un massimo del 70-80%, con l’effetto di rafforzare la posizione dominante, ridurre il numero di offerenti credibili e indebolire il potere contrattuale degli operatori. Inoltre, la nuova Saipem7 sarebbe incentivata a mantenere la capacità ridotta, comportando prezzi più alti, meno progetti e un più ampio trasferimento dei costi lungo la catena del valore.

Barclays: Abep intransigente, Petrobras la più morbida

L’evoluzione del dossier è finita sotto la lente di Barclays, che su Saipem mantiene raccomandazione neutral e prezzo obiettivo di 5 euro. La banca d’affari considera la posizione di Abep «insolitamente intransigente», e sottolinea che l’associazione considera solo una parte delle attività oggetto della fusione, cioè le installazioni rigide in acque profonde, mentre altri operatori valutano un perimetro di attività più ampio. Per Barclays «i rendimenti e la natura altamente ciclica del settore — che ha limitato i nuovi investimenti e, verosimilmente, anche i prezzi — sono necessari per stimolare la concorrenza».

L’irrigidimento di Abep contrasta anche con le posizioni di TechnipFmc e Petrobras, e persino con quella di Exxon, finora considerata la più severa.  

Exxon, infatti, adotta una visione restrittiva del mercato offshore deepwater, ma pur vedendo un forte rischio di concentrazione legato alle poche navi ad alta specializzazione disponibili per i progetti subsea complessi, ritiene ancora possibili rimedi comportamentali. Più articolata la posizione di TechnipFmc considerata «ibrida», che riconosce i vincoli sugli asset subsea ma li inserisce all’interno delle capacità integrate dei contractor, lasciando quindi spazio a possibili correttivi. Più aperta Petrobras, che considera invece il mercato più ampio e basato sulla competizione nelle gare, ritenendo quindi possibili rimedi strutturali senza arrivare al veto sull’operazione. Questo approccio, infatti, porta le parti a ritenere che la concentrazione si manifesti attraverso il numero di offerenti, piuttosto che attraverso il controllo della flotta, e possa essere mitigata tramite rimedi strutturali. 

Nuovi accordi in Brasile

Le dinamiche brasiliane non stanno modificando i tempi dell’operazione. Nell’ultima assemblea degli azionisti, rispondendo alle domande dei soci, Saipem conferma il secondo semestre del 2026 per il via libera alla fusione. 

Intanto, sul lato commerciale, Saipem continua a operare nel Paese. Il 21 maggio la società ha firmato una bozza d’accordo proprio con Petrobras. Il memorandum of understanding, della durata di un anno, avvia un confronto tecnico per lo sviluppo di soluzioni integrate per le attività di decommissioning in Brasile, con riferimento alla chiusura permanente e messa in sicurezza di pozzi oil & gas e lo smantellamento di sistemi sottomarini e infrastrutture associate. Saipem e Petrobras valuteranno anche potenziali partnership con società e istituzioni specializzate in decommissioning e sviluppo e implementazione di nuove tecnologie. Tra le alternative logistiche e operative rientra anche l’impiego di unità di perforazione e navi.

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