Media tedeschi: attentato all’oleodotto in Italia, stop al petrolio verso la Germania. La smentita di Tal: priva di fondamento
Media tedeschi: attentato all’oleodotto in Italia, stop al petrolio verso la Germania. La smentita di Tal: priva di fondamento
La polizia, secondo i giornali tedeschi, sta indagando sul presunto atto di sabotaggio a un traliccio nel comune di Tolmezzo. L’episodio ha interrotto per tre giorni le forniture di benzina e diesel e carburante per l’aviazione nel Sud della Germania

di Redazione online 11/04/2026 09:32

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A fine marzo le forniture di benzina, diesel e carburante per l’aviazione che transitano attraverso l’oleodotto Transalpine Pipeline (Tal) si sono interrotte in territorio italiano, nel Nord-Est del Paese. Il blocco si è verificato in Carnia, in provincia di Udine, nei pressi di Tolmezzo, lungo l’infrastruttura che collega il porto di Trieste al Sud della Germania.

Sulla vicenda stanno indagando le autorità per capire se si sia trattato di un’azione a sfondo politico. Secondo quanto riportato da Business Insider e Welt Am Sonntag, l’incidente ha interrotto per diversi giorni il flusso di greggio verso la raffineria Miro — la più grande della Germania, situata nei pressi di Karlsruhe — attraverso il Tal.

«Per tre giorni non abbiamo ricevuto greggio tramite il Tal, fino alle 2 circa del 30 marzo, e abbiamo dovuto fare affidamento sulle scorte disponibili», ha confermato una portavoce della raffineria a Politico. L’interruzione ha colpito anche la raffineria Bayernoil, con gli impianti di Neustadt e Vohburg, in Baviera, costretti a compensare il blocco attingendo alle riserve locali.

Secondo quanto riportato dall’Ansa il 7 aprile, nelle stesse ore si registravano anomalie nei flussi legati al sistema Trieste-Tal, con un aumento del traffico di petroliere nel Golfo di Trieste legato a richieste straordinarie e a problemi tecnici lungo la catena logistica.

Tal smentisce: notizia priva di fondamento

Non si è fatta attendere la smentita dell’azienda che gestisce la Transalpine Pipeline. «In relazione alle informazioni diffuse da alcuni media in Germania, Tal conferma che sono destituite di fondamento e ribadisce quanto già comunicato nei giorni scorsi: nel mese di marzo l’oleodotto è stato interessato da un rallentamento tecnico delle attività dovuto a molteplici occorrenze, proprie e di terzi».

«I media tedeschi», prosegue ancora la nota, «si riferiscono al fermo operativo dovuto alla richiesta, rivolta a Tal da Terna il 25 marzo 2026, di scollegare l’impianto di pompaggio di Paluzza dalla linea elettrica, per consentire l’inizio immediato di un intervento di riparazione di un traliccio situato a oltre 12 km dal più vicino impianto Tal. Qualsiasi informazione relativa ad azioni esterne da parte di terzi nei confronti di qualsiasi parte dell’impianto di Tal è non veritiera».

«La linea elettrica, che serve anche altri impianti, è stata riparata in tre giorni dal gestore Terna e l’oleodotto ha ripreso la completa operatività. In relazione alle cause del danneggiamento delll’infrastruttura di Terna, Tal attende dal gestore e dalle autorità di conoscere l’esito delle verifiche in corso».

Sabotaggio a una stazione di pompaggio

Nell’articolo, Politico, spiega infatti che alla base del guasto ci sarebbe un attacco alla rete elettrica che alimenta una stazione di pompaggio nei pressi di Terzo di Tolmezzo, nelle Alpi italiane. Intanto le autorità tedesche sarebbero state informate dell’accaduto da quelle italiane. «L’Ufficio federale di polizia criminale è in contatto con le autorità italiane», ha dichiarato un portavoce del ministero dell’Interno tedesco, precisando che l’eventuale matrice politica dell’attacco è ancora oggetto di indagine.

La polizia italiana ha confermato che il danneggiamento riguarda un traliccio elettrico nel comune friulano. Le indagini sono seguite dalla questura di Udine tramite il commissariato di Tolmezzo, che però non ha rilasciato commenti. Nessuna risposta anche dalla procura di Udine, dalla società che gestisce il Tal e da Terna, il gestore della rete elettrica.

Nonostante lo stop temporaneo, la raffineria Miro ha assicurato che «tutti i prodotti sono rimasti pienamente disponibili» e che non si sono registrate interruzioni nella distribuzione ai distributori. Tuttavia, non è chiaro per quanto tempo l’impianto avrebbe potuto operare contando esclusivamente sulle scorte. Ora che la stazione di pompaggio è stata ripristinata, la raffineria sta gradualmente ricostituendo le riserve di greggio. Miro rifornisce ogni giorno circa 10 milioni di persone e copre circa il 45% del fabbisogno energetico primario del Baden-Württemberg. (riproduzione riservata)