Amplifon, S&P conferma il rating a BB+ con outlook stabile
Amplifon, S&P conferma il rating a BB+ con outlook stabile
Il titolo ha perso il 10,6% martedì 17 e il 22% in 4 giorni in risposta all’acquisizione per 2,3 miliardi della danese GN Hearing. Secondo gli analisti di Akros la mossa era necessaria

di di Elena Dal Maso e Raffaele Crocitti 17/03/2026 20:50

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La conferma del rating BB+ di Amplifon con outlook stabile da parte di S&P è arrivata nel pomeriggio di martedì 17 marzo come una boccata d’ossigeno per l’azienda italiana di soluzioni uditive in un periodo di pesanti tonfi in borsa.

Due giorni fa Amplifon acquisiva per 2,3 miliardi di euro la società danese GN Hearing, divisione di GN Store Nord specializzata nella produzione di apparecchi acustici. L’operazione, che prevede il pagamento in contanti di 1,69 miliardi e della restante parte in azioni, ha fatto diventare GN il secondo azionista di Amplifon.

Secondo S&P, l’integrazione verticale renderà Amplifon più competitiva in quanto potrà giovare di maggior controllo sulla supply chain e della complementarietà tra le proprie capacità di vendita e quelle manifatturiere e industriali di GN.

Guardando alla borsa, dal 13 marzo il titolo ha perso quasi il 25% del valore e ha chiuso in ribasso del 10,6% la giornata del 17.

Le preoccupazioni degli analisti di Equita

Vendite sospinte dai timori di alcuni analisti sulla trasformazione della società, che «abbandona il modello di puro retailer per diventare un player verticalmente integrato, con circa il 30% dei ricavi derivante dalla produzione e il 70% dalla distribuzione retail»: secondo Equita questo comporterebbe minor flessibilità.

La banca critica il tempismo dell’operazione che, arrivando in un momento di forte derating del titolo, amplifica l'effetto diluitivo dell'aumento di capitale necessario a finanziare l'operazione.

Da ultimo, gli analisti della banca sono fiduciosi sulla capacità di Amplifon di distribuire i prodotti Gnh ma mettono in guardia sulla possibile perdita di volumi di Gnh da parte dei clienti wholesale attuali, che potrebbero rivolgersi ad altri fornitori dopo il cambio di proprietà. Equita ha abbassato la raccomandazione sul titolo da Buy a Hold e ha tagliato il target price da 20 a 11 euro.

L’ottimismo di Akros, Mediobanca e Intermonte

Altri analisti sono però più ottimisti in merito all’operazione.

Secondo Banca Akros, nonostante una «valutazione non a buon mercato» con un ev/ebitda a 10,5 contro un rapporto 2026 stimato per Sonova e Demant rispettivamente di 13,2 e 10,1, si tratta tuttavia del primo passo del gruppo nell'affrontare i cambiamenti strutturali del settore: gli analisti ritengono quindi che «sia una mossa necessaria per avviare la trasformazione che dovrebbe consentire al gruppo di avere un maggiore controllo sui costi e sulla tecnologia».

Mediobanca parla di «solida logica industriale dell’operazione, che permetterà ad Amplifon di «sbloccare un significativo potenziale di sinergie a basso rischio», oltre a creare valore nel medio termine.

Nello stesso solco Intermonte, secondo cui il deal è industrialmente solido e consente al nuovo gruppo di esporsi in maniera equilibrata su più mercati geografici, data la forte presenza in Usa di Gnh (49%) a fronte di quella Emea di Amplifon (64%). (riproduzione riservata)