Se la guerra in corso in Iran «finisse tra aprile e maggio non ci sarebbero problemi per l’estate». Lo ha detto l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O'Leary, al Media Day sulle prospettive generali e sugli aggiornamenti per l’Italia. «Spero che arrivi qualche soluzione e che una pace si stabilisca tra Israele, Usa, Libano e Iran. Prima finisce la guerra in Iran meglio sarà per tutte le compagnie aeree e per tutti quelli che preparano i piani per l’estate».
La compagnia Ryanair ha l'80% dei prezzi del carburante per aerei bloccato a marzo 2027 ed è scoperta per il restante 20% che «solo ad aprile ci è costato 50 milioni di dollari in più. Se dovesse restare a 150 dollari al barile per 12 mesi, ci costerebbe circa 600 milioni di dollari», ha affermato O'Leary, aggiungendo che «poiché siamo molto più coperti di qualsiasi altra compagnia aerea, al momento non prevediamo di modificare i nostri piani di crescita»
«Se la guerra in Medioriente dovesse continuare nel medio termine e se lo Stretto di Hormuz rimanesse bloccato, riteniamo che ci sia un rischio per il 10%, 20% delle nostre forniture di carburante per aerei. Ma, ripeto, nessuno di noi lo sa con certezza. E se anche la guerra finisse domani ci vorrebbero almeno 3 o 4 mesi per tornare alla normalità. Se il conflitto finisse entro maggio i prezzi del carburante tornerebbero sotto i 100 dollari al barile in autunno», ha detto.
Sul fronte delle forniture «pensiamo che il paese più a rischio sia la Gran Bretagna perché prende il combustibile dal Kuwait. In questo momento, non ci sono rischi di approvvigionamento ma è tutto da vedere. Finché questa guerra in Medioriente continua, sicuramente i prezzi dei carburanti non vincolanti rimarranno più alti. Per quanto riguarda i Paesi europei sicuramente a maggio e probabilmente a giugno non ci saranno rischi di approvvigionamento poiché si riforniscono dalla Norvegia, dagli Usa, dall’Africa Occidentale e dalla Russia, anche se non si può mai dire».
Inoltre, «se il prezzo del jet fuel continuasse a essere a 150 dollari al barile alcune compagnie, come Wizzair ed Air Baltic, potrebbero fallire in autunno», ha concluso.
«Non rivediamole la guidance per il 2026. È troppo presto adesso per dirlo», ha dichiarato l'amministratore delegato di Ryanair, spiegando che «non rivediamo le nostre stime perchè non ho idea di come potremmo farlo. Da quanto Trump ha iniziato a bombardare l'Iran, il prezzo delle nostre azioni è sceso da 32 a 25 euro circa, questo significa che il mercato si aspetta un calo dei nostri profitti, ma non si può fare nessuna previsione a questo punto dell'anno perché non abbiamo visibilità sui prezzi del carburante a giugno, per non parlare dell'inverno». «Le prenotazioni sono buone per i mesi estivi», ha aggiunto il ceo, invitando a prenotare «adesso altrimenti i prezzi saranno più alti dopo».
«Le tariffe aeroportuali fanno danni indicibili e sono peggio della guerra» ha sottolineato O’Leary, Alla domanda se la guerra sia un motivo per abbassare le tasse, il top manager ha risposto che «il governo non trova mai buone ragioni per ridurre le tasse»,
Ryanair è soggetta all'Ets (Emission trading system), il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue, che rappresenta un costo ambientale significativo per la compagnia, e chiede a Bruxelles di abolirli. «La Commissione Ue deve ridurre gli Ets, il resto è solo una perdita di tempoi», ha esortato il ceo.
L’incarico di O’Leary come amministratore delegato di Ryanair scade nel 2028 ma «con il board abbiamo raggiunto un accordo di massima per estenderlo fino al 2032», ha anticipato il top manager spiegando che l’annuncio potrebbe avvenire dopo il via libera dell'assemblea della società.
«Siamo vicini a raggiungere un accordo sull’estensione del contratto. Molti investitori chiedono nei roadshow cosa farò ma da qui al 2028, che è ancora lontano, tutto può succedere. L’unica buona notizia è che Trump non sará piú alla Casa Bianca, sperando che dal 2029 in poi ci sia qualcuno che non possa fare male come lui. Non c'è ancora la firma. Il mio contratto finisce a marzo-aprile 2028, ma per ora ci sono cose piú importanti del mio incarico, come i prezzi del carburante».
«Ita Airways non mi preoccupa, ha un grande futuro come succursale di Lufthansa che ha interesse ad alimentare gli hub di Francoforte e di Monaco dall’Italia. Questo ha certamente creato più opportunità per Ryanair in Italia, dove puntiamo a crescere ulteriormente», ha detto O’Leary, commentando il primo utile di Ita Airways realizzato nel 2025 di 209 milioni di euro.
«Indubbiamente mentre Lufthansa ha comprato Ita e ha fatto del male ai viaggiatori italiani perché alimenta il traffico verso gli hub tedeschi, almeno i contribuenti e il governo italiano non dovranno più' farsi carico delle sue perdite. Noi siamo i primi in Italia con 69 milioni di passeggeri nel 2026, il 68% in più rispetto al pre-Covid. In Italia serviamo 32 aeroporti, di cui 20 sono basi operative, con 111 aerei, pari a 11 miliardi di dollari di investimenti, oltre 800 rotte e 55.000 posti di lavoro complessivi», ha concluso. (riproduzione riservata)