Russia verso il ritorno al dollaro in caso di accordo per la pace in Ucraina. Oro e argento reagiscono con un flash crash
Russia verso il ritorno al dollaro in caso di accordo per la pace in Ucraina. Oro e argento reagiscono con un flash crash
Il memorandum delinea sette aree nelle quali gli interessi economici di Mosca e Washington potrebbero convergere dopo un’eventuale intesa per porre fine alla guerra 

di Mario Olivari 12/02/2026 18:50

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Mosca valuta un ritorno al sistema dei pagamenti in dollari come parte di un possibile accordo economico con gli Usa legato alla pace in Ucraina, nell’ambito della più ampia partnership economica con l’amministrazione Trump. È quanto emerge da un documento interno russo visionato da Bloomberg.

Il memorandum, redatto quest’anno, delinea sette aree nelle quali, secondo Mosca, gli interessi economici di Russia e Stati Uniti potrebbero convergere dopo un eventuale accordo per porre fine al conflitto.

Al centro della proposta figurerebbe il ritorno della Russia al sistema di regolamento in dollari, una mossa che segnerebbe un deciso cambio di rotta nella strategia del Cremlino e potrebbe avere impatti significativi sugli equilibri della finanza globale.

A seguito del rilascio della notizia, l’impatto si è fatto sentire sui beni rifugio: in 15 minuti oro e argento sono caduti rispettivamente del 3,6% e dell’8,5%, il classico flash crash solo parzialmente recuperato

La cooperazione energetica e le materie prime

Il piano ipotizza inoltre una collaborazione tra i due Paesi per sostenere i combustibili fossili rispetto alle alternative verdi, oltre a investimenti congiunti nel gas naturale, nel petrolio offshore e nelle materie prime critiche, con possibili benefici per le aziende statunitensi.

Washington ha già ventilato l’ipotesi di un graduale allentamento delle sanzioni nei confronti di Mosca nell’ambito di un eventuale accordo di pace, passaggio ritenuto necessario per consentire alla Russia di tornare a operare in dollari.

Le indicazioni contenute nel memorandum russo, tuttavia, delineerebbero uno scenario ben più ampio. Va comunque sottolineato che si tratta di documentazione preliminare.

Il nodo dei rapporti con la Cina e i Brics

Finora Mosca ha puntato a ridurre la dipendenza dal dollaro, rafforzando rapporti economici con la Cina. Per questo motivo, secondo quanto riportato da Bloomberg, funzionari occidentali a conoscenza del documento ritengono improbabile che il presidente Vladimir Putin accetti un accordo che possa entrare in contrasto con gli interessi di Pechino.

I Paesi Brics promuovono da anni un processo di riduzione della dipendenza dal dollaro negli scambi internazionali, puntando sull’uso delle valute locali e su sistemi di pagamento alternativi a quelli dominati dall’Occidente. In questo contesto, diverse banche centrali dei Paesi emergenti hanno aumentato gli acquisti di oro, considerato un asset strategico per diversificare le riserve valutarie e ridurre l’esposizione al biglietto verde. 

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov non ha risposto alle richieste di commento di Bloomberg e non è ancora chiaro se la Russia abbia già presentato formalmente queste proposte agli Stati Uniti. (riproduzione riservata)