Russia, il ruolo delle Maldive come nuovo hub del commercio ombra di Mosca
Russia, il ruolo delle Maldive come nuovo hub del commercio ombra di Mosca

di Noemie Bisserbe e Thomas Grove (The Wall Street Journal) 02/09/2026 12:17

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Le spiagge di sabbia bianca, le acque turchesi e i resort di lusso isolati di questo arcipelago dell’Asia meridionale attirano ogni anno milioni di turisti. Ma dietro uno scenario da cartolina è emerso silenziosamente un nuovo traffico: una rete di società che aiuta la Russia a eludere le sanzioni. Centinaia di milioni di dollari in merci soggette a restrizioni o destinate a società sanzionate hanno cambiato mano in aeroporto, secondo i documenti visionati dal Wall Street Journal e le interviste con funzionari occidentali. Alcuni di questi beni servono sia per usi civili che militari. I magazzini merci dell'aeroporto sono spesso riempiti con parti di ricambio per aerei e componenti elettronici, oltre ad altri beni soggetti a restrizioni.

Una nuova rotta per la Russia per aggirare i controlli

La quantità di merci che passa attraverso le Maldive è relativamente piccola se confrontata con i maggiori canali russi per l'evasione delle sanzioni, tra cui Cina, Turchia ed Emirati Arabi Uniti, che insieme rappresentano circa 15 miliardi di dollari all'anno in importazioni russe regolamentate. Tuttavia, il flusso di beni attraverso le Maldive, finora mai documentato, mostra quanto siano estesi gli sforzi della Russia per vanificare i limiti occidentali, trasformando anche angoli piccoli e inaspettati del globo in canali di approvvigionamento. In oltre quattro anni di guerra, Mosca ha ripetutamente dimostrato di poter individuare le falle nel sistema delle sanzioni, costringendo i funzionari occidentali a un continuo inseguimento nel tentativo di fermare il flusso di merci che sostiene l'economia e lo sforzo bellico russo.

Il meccanismo logistico dell’aeroporto di Malé

I documenti esaminati dal Journal - lettere di vettura aerea, un manifesto di carico ed email tra società di logistica - mostrano nel dettaglio come funziona il sistema alle Maldive. Un volo commerciale gestito da Aeroflot, la più grande compagnia aerea russa, atterra ogni mattina all'aeroporto di Malé, dove team di intermediari locali che lavorano con società logistiche collegate alla Russia aiutano a sdoganare le merci statunitensi, europee e cinesi. I beni vengono poi caricati sui voli Aeroflot, che ripartono per Mosca con il carico circa due ore dopo. Una volta in Russia, i prodotti vengono distribuiti a entità sanzionate come S7 Airlines e le sue controllate per la manutenzione.

L'impatto economico e l'esplosione dei profitti locali

L'arcipelago comprende oltre mille isole turistiche, mentre Malé è una capitale iper-popolata che sembra un altro mondo. Parte del successo della Russia nell'incanalare merci attraverso le Maldive deriva dai suoi forti legami economici: i russi costituiscono la seconda nazionalità per numero di turisti nelle isole. Una frizione diplomatica con Mosca rappresenterebbe una minaccia per l'economia locale, ancora in ripresa dalla pandemia. Ora il governo sta guadagnando da un'impennata del commercio, oltre che dalle tasse turistiche. La Maldives Airports Company ha registrato un utile record nel 2024, addebitando tariffe commerciali e di movimentazione merci e rivendendo carburante con un margine di profitto.

Microchip e componenti a doppio uso verso Mosca

Alcuni dei prodotti che transitano da Malé verso Mosca sono classificati come beni a duplice uso, impiegabili sia per scopi civili sia per fini militari. Le spedizioni includono microchip per sofisticati sistemi di guida per missili, strumenti ottici per satelliti dedicati al tracciamento delle truppe e rivetti aerospaziali ad alta resistenza adatti sia a jet commerciali sia a caccia o razzi a lungo raggio. I dati doganali ufficiali delle Maldive mostrano esportazioni irrisorie verso la Russia (circa 2.300 dollari in tonno), ma i dati russi di Import Genius rivelano che le importazioni russe dalle Maldive sono schizzate a oltre 630 milioni di dollari nel 2022 e a 160 milioni nel 2024, prima che le autorità russe censurassero i dati.

La risposta dell'Occidente e le vulnerabilità doganali

Stati Uniti ed Unione Europea hanno imposto sanzioni a tutto campo contro Mosca, congelando circa 300 miliardi di dollari di beni della banca centrale russa, scollegando i principali istituti da Swift e bloccando l'accesso a tecnologie avanzate. Ora l'Occidente si concentra sul punire la triangolazione e gli intermediari in Paesi terzi. Il governo maldiviano è sottoposto a una crescente pressione da parte degli Stati Uniti e dell'Europa per chiudere questa rotta. Le autorità locali sono consapevoli della situazione, ma parte del problema risiede nell'organico limitato della dogana: i carichi in transito non subiscono ispezioni fisiche e le autorità si affidano solo alla documentazione cartacea.

La manipolazione dei documenti e le triangolazioni

Il commercio continua a crescere e a luglio la Maldives Airports Company ha registrato il record storico di 126 tonnellate di merci transitate in un solo giorno. All'arrivo della merce a Malé, una rete di oscure società locali (come Freight Care e Go Investment) aiuta a modificare i documenti di spedizione e a movimentare i beni sulla pista, evitando che entrino formalmente nel Paese. Viene quindi emessa una nuova lettera di vettura aerea per il volo verso Mosca, dove sparisce ogni riferimento al venditore originale. È il caso di un carico di attrezzature venduto nel maggio 2024 dalla tedesca Kraemer Mining a una società kirghisa: spedito via Emirates a Malé, è stato poi caricato su Aeroflot con documenti riemessi a favore dell'importatore russo Gruppa Kompaniy Tehno.

L'ombra delle società fantasma a Malé

Un'indagine sugli indirizzi delle società coinvolte rivela forti anomalie. Il Journal ha individuato due indirizzi per Freight Care nel registro delle imprese, entrambi situati in edifici per uffici adiacenti a Malé con l'ufficio di Aeroflot posizionato proprio tra di essi; tuttavia, le visite sul posto non hanno mostrato alcuna traccia della sede. L'amministratore delegato Hussain Waheed ha confermato di gestire merci in transito verso la Russia, ma ha negato di spedire beni per uso militare. L'indirizzo di Go Investment ha condotto invece a un piccolo negozio di elettronica legato a diverse altre aziende: un dirigente contattato si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni riattaccando il telefono. (riproduzione riservata)