Risparmio, il boom degli Etf favorisce gestori esteri e prodotti azionari. Nel primo semestre raccolta totale a 11,3 miliardi
Risparmio, il boom degli Etf favorisce gestori esteri e prodotti azionari. Nel primo semestre raccolta totale a 11,3 miliardi
Fondi aperti e chiusi hanno portato alle sgr più di 22 miliardi, che hanno ampiamente compensato i quasi 11 miliardi di deflussi dalle gestioni di portafoglio (specialmente assicurative). I dati Assogestioni

di Marco Capponi 08/09/2026 11:00

Ftse Mib
52.068,42 11.55.57

-0,31%

Dax 30
25.935,48 11.55.58

-0,27%

Dow Jones
53.414,25 11.18.29

-0,51%

Nasdaq
26.506,99 7.25.15

-0,29%

Euro/Dollaro
1,1615 11.40.47

-0,12%

Spread
83,79 12.10.39

-0,62

Il risparmio gestito italiano arriva al giro di boa del 2026 con una raccolta complessiva pari a 11,3 miliardi di euro, di cui quasi 11 realizzati nel solo secondo trimestre. 

Ma il numero complessivo non riesce a raccontare da solo i molteplici trend che stanno ridefinendo l’industria, e che sono stati resi da Assogestioni (l’associazione di categoria presieduta da Maria Luisa Gota) nell’ambito della mappa trimestrale.

Il ritorno dell’azionario

La prima grande tendenza riguarda la macro-composizione della raccolta: le gestioni collettive (quindi fondi aperti e in misura minore chiusi) hanno portato alle associate più di 22 miliardi, contro i quasi 11 miliardi di deflussi provenienti dalle gestioni di portafoglio, in particolar modo quelle assicurative (rivolte a investitori istituzionali) che hanno registrato riscatti prossimi ai 19 miliardi.

Proprio nell’ambito dei fondi aperti si è peraltro assistito, a cominciare dal secondo trimestre, a un’inversione di tendenza rispetto alle precedenti osservazioni. Se negli ultimi anni il campione indiscusso del risparmio italiano è stato l’obbligazionario (specialmente nella versione dei fondi a scadenza), adesso si sta assistendo a un ritorno di fiamma per l’azionario. 

In particolare, Assogestioni ha calcolato per i fondi azionari una raccolta di 3,4 miliardi nel secondo trimestre (2,3 miliardi il saldo totale), a fronte dei 2,5 miliardi confluiti nel reddito fisso (che da inizio anno resta però ancora in testa con 3,9 miliardi).

Una possibile spiegazione: il boom degli Etf

La dinamica sugli azionari potrebbe essere legata a doppio filo con un’altra tendenza: la forte ripresa dei flussi verso i fondi esteri, che nel secondo trimestre hanno registrato quasi 10 miliardi di raccolta (più 5 nei primi tre mesi). «Si tratta di un trend di medio periodo caratterizzato dalla forte crescita degli Etf indicizzati ma anche attivi, in competizione con i fondi tradizionali», sottolinea Alessandro Rota, direttore dell’Ufficio Studi di Assogestioni. «Lo conferma il fatto che, nel secondo trimestre, i prodotti scambiati in borsa hanno fatto registrare una raccolta di quasi 6 miliardi».

Più in generale, ricorda Rota, a mostrare una dinamica «particolarmente positiva nel trimestre sono stati i fondi aperti, con una raccolta netta che ha sfiorato i 16 miliardi e un effetto mercato pari a +6,9%, equivalente a una crescita di oltre 90 miliardi delle masse gestite». Allargando lo sguardo agli ultimi dodici mesi, aggiunge l’esperto, «la raccolta complessiva arriva a quasi 25 miliardi, nonostante la debolezza dei mercati nella prima parte dell'anno».

Il patrimonio raggiunge un nuovo record storico

Forte dei numeri del primo semestre il mercato italiano del risparmio gestito ha archiviato la prima metà dell’anno aggiornando il record storico di patrimonio a 2.722 miliardi, in rialzo dai 2.575 di fine marzo.

Le gestioni collettive rappresentano ormai il 55% delle masse totali, di cui il 52,4% è allocato in fondi aperti. Tra questi, gli azionari pesano per il 33%, superati solo dagli obbligazionari a quota 34,7%. (riproduzione riservata)