Risparmio, gli italiani cambiano idea: più azioni e meno immobili per combattere il caro vita
Risparmio, gli italiani cambiano idea: più azioni e meno immobili per combattere il caro vita
Con l’aumento dell’inflazione i risparmiatori guardano di più al rendimento e meno ai rischi, emerge dall’indagine Acri-Ipsos Doxa presentata alla 102ª Giornata Mondiale del Risparmio

di Anna Messia 30/10/2026 12:13

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Meno casa e più azioni. Con l’inflazione che aumenta (+5,4% ad ottobre) gli italiani sono propensi a rischiare un po’ di più con i propri risparmi pur di ottenere un rendimento maggiore che possa consentire di fare fronte al caro vita.

Mentre continua a ridursi la passione per gli investimenti immobiliari crollati nelle preferenze al 27% rispetto al 70% di 20 anni fa.

Sono alcuni degli elementi emersi dalla 26a edizione dell'indagine dell'Acri realizzata con Ipsos Doxa in occasione della 102ª Giornata Mondiale del Risparmio che evidenzia stabilità, rispetto allo scorso anno, della quota di italiani in grado di risparmiare senza dover fare troppe rinunce (45%). Mentre, ha sottolineato il presidente di Ipsos, Nando Pagnoncelli, si ridimensiona il numero di quanti vedono nel risparmio una fonte di tranquillità (35% rispetto al 38% nel 2025).

L'atteggiamento verso il futuro: meno risparmio e più presente

A crescere maggiormente quest'anno è la quota di quanti privilegiano il presente e scelgono di godersi la vita senza preoccuparsi troppo del futuro (19% rispetto al 14% nel 2025). Rispetto a soli 3 anni fa, parte degli italiani ha adottato un atteggiamento diverso, meno incline al risparmio (45% nel 2026 contro il 53% nel 2023) e più propenso a vivere l'oggi (19% nel 2026 vs 7% nel 2023).

I boomers, in particolare, ovvero le persone nate tra nati il 1946 e il 1964, hanno adottato un approccio meno orientato al risparmio a tutti i costi: rispetto alle altre generazioni si dividono tra chi cerca di fare dei risparmi senza dover fare troppe rinunce (37%), chi preferisce godersi l'oggi senza preoccuparsi troppo del futuro (30%) e, infine, chi ha bisogno del risparmio come fonte di tranquillità (30%).

Se gli italiani continuano a propendere per una gestione finanziaria improntata alla prudenza (con il 63% che mantiene i risparmi liquidi) e il 26% che ne investe una piccola parte, a tornare a crescere quest’anno sono stati gli strumenti finanziari più a rischio, come le azioni, saliti al 13% delle preferenze rispetto al 9% dello scorso anno. 

Più rischio per aumentare il rendimento contro l’inflazione

Nell’indagine Acri-Ipsos emerge poi chiaramente che gli italiani, guardando ai criteri di scelta dei loro investimenti, sono oggi molto meno attenti che in passato alla rischiosità, considerata un criterio di scelta solo per il 29% degli intervistati rispetto al 39% del 2025, con un calo di 10 punti percentuali in un solo anno. 

Allo stesso tempo sono aumentati gli italiani che, nel decidere i propri investimenti, prendono in considerazione esclusivamente il rendimento, aumentati al 31% rispetto al 20% dello scorso anno. 

Il declino dell'investimento immobiliare

E la casa? L'interesse per i beni immobiliari continua inesorabilmente a calare per gli italiani, con l’investimento nel mattone preferito dal 27% di chi ha risparmiato, rispetto al 34% dello scorso anno e lontano anni luce dalle percentuali del 70% di 20 anni fa. (riproduzione riservata)