Risparmio, a settembre raccolta record per Banca Generali e Mediolanum. Azimut spinta dalla piattaforma globale
Risparmio, a settembre raccolta record per Banca Generali e Mediolanum. Azimut spinta dalla piattaforma globale
Il passaggio dalla liquidità alle soluzioni di risparmio gestito e i mercati privati fanno da filo conduttore al mese delle raccolte delle banche reti quotate

di Marco Fusi (MF-Newswires) 07/10/2026 15:00

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Ancora un settembre in forte crescita e da record per Banca Generali e Banca Mediolanum, mentre Azimut con le sue attività globali si muove in netto anticipo rispetto al target annuale del piano Elevate 2030.

La banca del Leone, in dettaglio, ha realizzato a settembre una raccolta netta di 554 milioni che ha portato la raccolta cumulata da inizio anno a 6,3 miliardi (+42,3% annuo). Il dato di settembre, spiegano dal gruppo, è risultato sostenuto considerando la stagionalità tipica del periodo ed infatti è risultato il settembre migliore di sempre per volumi totali.

Dalla liquidità al gestito

La raccolta del mese ha visto un importante flusso in liquidità, pari a 338 milioni nel periodo (906 milioni da inizio anno), sostenuta anche dall'acquisizione di nuova clientela. Tale dinamica crea le condizioni per una progressiva riallocazione verso le nuove soluzioni di investimento gestite e amministrate recentemente presentate alla convention della banca e disponibili a partire da ottobre, ancor più sfruttando le opportunità generate dalla recente volatilità dei mercati finanziari.

Gli asset under investment hanno registrato una raccolta netta pari a 159 milioni (+79%), portando il totale da inizio anno a 2,9 miliardi (+38%). Settembre, commenta l'ad e dg Gian Maria Mossa, «si conferma un mese record, in continuità con un anno di crescita ai massimi storici. Il risultato riflette la nostra capacità di attrarre nuova clientela, in particolare nel segmento degli imprenditori, e la forza di un posizionamento distintivo che continua a richiamare professionisti di elevata qualità».

Anche Banca Mediolanum segna un record

Anche Banca Mediolanum ha archiviato il miglior settembre di sempre con 1,07 miliardi di raccolta totale (9,52 miliardi da inizio anno). La raccolta netta in risparmio gestito si è attestata a 675 milioni (7,24 miliardi). Massimo Doris, ad dell’istituto, evidenzia che «i risultati ci rendono particolarmente soddisfatti non soltanto per i volumi, ma soprattutto per la loro qualità. Continua infatti a crescere nella raccolta gestita la componente ricorrente, che aiuta i clienti a investire con gradualità e costanza». È proprio mantenendo una prospettiva di lungo periodo, precisa Doris, «che emergono le domande che contano davvero: come gestire e valorizzare il proprio patrimonio, come prepararsi a una vita sempre più lunga, come costruire un'adeguata previdenza integrativa e come proteggere sé stessi e la propria famiglia». 

Azimut: la spinta delle attività globali

Il gruppo Azimut, infine, ha registrato una raccolta netta totale di 683 milioni, sostenuta da un forte slancio nei mercati privati, che hanno contribuito per 459 milioni al risultato mensile. La raccolta netta totale dall'inizio dell'anno è si attestata a 10,9 miliardi.

All'interno di questo perimetro, le attività globali del gruppo hanno generato 5,9 miliardi in soli nove mesi. Questa performance posiziona la società ben oltre il target strategico Elevate 2030, fissato tra 5, e 8 miliardi su base annua. La solida dinamica della raccolta porta il totale delle masse a 158,9 miliardi a fine settembre, riflettendo una robusta crescita del 13% da inizio anno.

Alessandro Zambotti, ceo e cfo del gruppo presieduto da Pietro Giuliani, ricorda che «la performance di settembre conferma la resilienza e la diversificazione della nostra piattaforma globale. Prosegue l'eccezionale dinamica dei mercati privati, con una raccolta di quasi 460 milioni di euro nel solo mese di settembre, sostenuta in particolare dalla nostra affiliata statunitense HighPost e dalla rete italiana», aggiunge, per poi ricordare che alla crescita dei mercati globali «andrà a sommarsi l'impatto trasformativo di circa 23 miliardi di euro legato all'imminente closing dell'operazione Yapi Kredi» in Turchia. (riproduzione riservata)