Intesa Sanpaolo potrebbe lanciare un’offerta su Mps alternativa alla fusione tra pari proposta domenica 7 all’istituto senese da Banco Bpm.
Un cda è stato convocato per la serata di domenica. Secondo indiscrezioni all’operazione del gruppo guidato da Carlo Messina potrebbe partecipare anche Unipol e forse anche la sua controllata bancaria Bper.
I rumors sulle mosse di Intesa, dell’istituto emiliano guidato da Gianni Franco Papa e del suo primo azionista Unipol sono accelerati nel corso della giornata di domenica. Intesa Sanpaolo non commenta.
L’operazione dovrebbe prevedere un’offerta su Mps, che vale circa 27 miliardi, con Intesa Sanpaolo che potrebbe puntare a parte dei mercati di Siena, date le soglie antitrust già raggiunte, e alla quota del 13,2% di Generali oggi in mano a Mps-Mediobanca.
Il gruppo guidato da Carlo Cimbri (che avrebbe come advisor anche l’ex ceo di Mediobanca, Alberto Nagel), primo azionista di Bper con il 19,9% (più un'opzione per salire di un altro 5%), potrebbe partecipare all’operazione puntando alle partnership di bancassicurazione con Mps, che ha in scadenza nel 2027 gli accordi con la compagnia francese Axa.
Inoltre l’operazione avrebbe il vantaggio di sistema di evitare che nell’operazione di aggregazione con Siena proposta domenica alle 14 dalla milanese Banco Bpm abbiano un peso di rilievo i francesi di Crédit Agricole, oggi primi azionisti di Bpm: l’istituto d’Oltralpe infatti pur diluendosi nel nuovo gruppo avrebbe comunque la forza finanziaria di crescere nel capitale, ipotecando così anche un’influenza su Generali. (riproduzione riservata)