Risiko bancario, ecco come Bper ha vinto lanciando soltanto un’opa in sette anni
Risiko bancario, ecco come Bper ha vinto lanciando soltanto un’opa in sette anni
Da Unipol Banca agli sportelli Ubi e da Carige fino al progetto Mps: con l’eccezione di Pop Sondrio, dal 2019 l’istituto modenese cresce con acquisizioni. Senza fare blitz ma sfruttando le opportunità del risiko

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 06/11/2026 21:00

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Nel risiko bancario italiano c’è chi lancia offerte, affronta resistenze e cerca di convincere gli azionisti con rilanci cash. E c’è chi, invece, cresce rendendosi indispensabile al successo delle operazioni altrui.

Partendo dalla prima ondata del consolidamento pre-covid, Bper ha costruito buona parte del proprio salto dimensionale su questa seconda traiettoria. Unipol Banca, gli sportelli ex Ubi, Carige e ora il progetto Montepaschi sono quattro passaggi accomunati dalla capacità di offrire una soluzione industriale a un problema del venditore. Con un’eccezione, la Popolare di Sondrio, conquistata scendendo direttamente sul campo di battaglia del risiko, impugnando l’arma del rilancio per convincere gli azionisti.

Il risultato è una banca che dall’Emilia ha allargato il proprio baricentro nazionale e ora punta al secondo posto domestico per rete e raccolta. Davanti a Unicredit, un risultato che secondo la roadmap tracciata dal presidente di Unipol Carlo Cimbri, primo azionista di Bper, e dal ceo della banca Gianni Franco Papa verrà traguardato tra il primo e il secondo trimestre del 2028.

La regia di Unipol e il modello industriale

La regia è quella di Unipol e di Cimbri. Bologna trova in Modena il perno bancario di un modello che affianca credito, assicurazioni e risparmio gestito. Bper trova un socio stabile, capace di sostenere gli aumenti di capitale e di negoziare con gli altri protagonisti del consolidamento. L’interesse comune è nella distribuzione.

«Il 90% delle polizze è intermediato dalle reti fisiche, da agenti quindi, ma anche da sportelli bancari, e il restante 10% dai canali virtuali. Crediamo che nella capillarità territoriale e nella vicinanza al cliente ci sia ancora valore», dirà a caldo Cimbri a giugno post-opas Intesa Sanpaolo su Mps per spiegare la ratio industriale dell’ultimo blitz Unipol-Bper sullo scacchiere del risiko.

È questo interesse commerciale ad accompagnare anche il rafforzamento di Unipol nella banca: dal primo 5% del 2016 al 9,9% nel 2017, fino al 19,9% raggiunto nel 2019. Nel frattempo, la partnership nella bancassicurazione lega già la compagnia bolognese e la sempre più grande Bper che si prepara a giocare in prima linea da polo aggregatore.

I passaggi chiave del consolidamento: Unipol Banca e Ubi

Il primo snodo arriva nel 2019, con la cessione di Unipol Banca a Bper per 220 milioni di euro. Nell’accordo rientra la vendita a UnipolReC di sofferenze della banca emiliana e del Banco di Sardegna per un valore lordo contabile di circa un miliardo. Bologna rinuncia alla gestione diretta della propria banca e concentra l’investimento nell’istituto modenese, che amplia la rete e alleggerisce il bilancio.

L'espansione territoriale con Carige e PopSondrio

Ma il cambio di scala si materializza nel 2020 con Ubi. È Intesa a promuovere l’offerta mentre Bper si colloca nell’architettura dell’operazione come acquirente degli sportelli da cedere per superare gli ostacoli antitrust. Il perimetro arriva a 620 filiali, integrate nel 2021.

Bper accede così a territori, imprese e famiglie che avrebbe impiegato anni a raggiungere con lo sviluppo interno. È il vantaggio di essere il compratore necessario: la crescita di Intesa crea spazio per quella di Bper. Un’opportunità che richiede comunque capitale, con un aumento da 802 milioni, supportato da Unipol.

Carige aggiunge nel 2022 un’altra modalità di espansione. Il Fondo Interbancario cerca una soluzione per l’istituto ligure commissariato e Bper, che vede nella Liguria un’area poco presidiata, rileva dopo una gara con il Credit Agricole una quota prossima all’80% al prezzo simbolico di un euro, preceduta da un apporto patrimoniale del Fondo di 530 milioni.

Seguono l’offerta obbligatoria sulle minoranze e l’incorporazione che porta in dote anche l’area wealth della piccola Banca Cesare Ponti. C’è stata una gara, ma con un venditore che cercava una sistemazione definitiva per l’istituto. Modena negozia la dotazione patrimoniale prima dell’ingresso e si assume il risanamento.

PopSondrio interrompe la sequenza, ma c’è sempre l’assist di Unipol, socio comune delle due banche a circa il 19,7%. In gioco c’è il rafforzamento nella ricca Lombardia. Per realizzare l’aggregazione, però, Bper deve promuovere nel febbraio 2025 un’offerta pubblica, vincendo le resistenze dell’istituto valtellinese con un euro in contanti alle 1,45 azioni Bper proposte per ogni titolo Sondrio, con un esborso aggiuntivo di quasi 365 milioni. Il rilancio convince anche i piccoli azionisti. La fusione è diventata efficace ad aprile di quest’anno.

Il progetto Montepaschi e la nascita del secondo polo domestico

Il progetto Montepaschi ripropone invece lo schema già visto con Ubi e l’opportunità offerta dall’accollo delle filiali in eccesso per ragioni antitrust, ma con Unipol in prima linea per crescere al 40% della nuova Bper sfruttando il meccanismo del «whitewash» che sterilizza l’obbligo di lanciare l’opa.

Nell’ambito dell’offerta della Ca’ de Sass su Mps, la compagnia bolognese si è impegnata ad acquistare un’entità bancaria con 635 filiali, il marchio senese e le strutture direzionali necessarie a operare autonomamente. Il disegno prevede poi una proposta di combinazione con Bper. Il «compendio Unipol» che verrà portato in dote a Bper vale circa 55 miliardi di raccolta diretta e 42 miliardi di impieghi. A sostegno dell’acquisto la compagnia ha appena messo a segno un aumento di capitale da 2,5 miliardi.

La nuova Bper sarà formata da oltre 2.600 sportelli che serviranno 8 milioni di clienti, avrà un totale attivo di oltre 250 miliardi, 225 miliardi di raccolta diretta, circa 170 miliardi di impieghi alla clientela e oltre 30 mila dipendenti. La sede? A Siena, in Rocca Salimbeni. Parola di Cimbri. (riproduzione riservata)