L'Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l'emendamento a prima firma FdI, Noi Moderati e l’Unione di Centro alla riforma elettorale sottoscritta dal governo Meloni. La maggioranza è andata sotto per un solo voto: 187 i sì e 188 i no. L’emendamento mirava a introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma della legge elettorale del centrodestra. I relatori di maggioranza hanno dato parere favorevole, così come il governo.
La premier Giorgia Meloni nel pomeriggio di oggi, 14 luglio, aveva spinto - attraverso un post sui suoi social - per un voto palese, spiegando che «a questo punto credo sia doverosa un'operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani».
«Il valore politico di quel che è accaduto non si nasconde e c'è una riflessione da fare ma sospendere i lavori» sulla legge elettorale «non è corretto», secondo il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi. «Qualora poi tutta la proposta di legge fosse bocciata, ci sarebbe una riflessione più ampia da fare», ha aggiunto.
Pochi minuti dopo la bocciatura dell'emendamento di maggioranza sulle preferenze in legge elettorale, Pd, Avs, Cinquestelle e Più Europa sono uscite da Montecitorio e dalla piazza chiedono a gran voce le dimissioni di Giorgia Meloni. (riproduzione riservata)