Rfi, multa da 1,75 milioni per il caos ferroviario causato da un «chiodo» a Roma Termini
Rfi, multa da 1,75 milioni per il caos ferroviario causato da un «chiodo» a Roma Termini
Il 2 ottobre 2024 il danneggiamento di un cavo elettrico paralizzò il nodo ferroviario di Roma: «negligenza grave» di Rfi secondo l’Autorità dei Trasporti

di Sara Bichicchi 04/09/2026 20:06

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«Negligenza grave». Con questa motivazione l’Autorità dei Trasporti (Art) ha deciso di sanzionare Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) con una multa da 1,75 milioni di euro per la gestione dell’emergenza che il 2 ottobre 2024 paralizzò il nodo ferroviario di Roma. Secondo l’Autorità, il gestore non avrebbe adottato misure idonee a garantire l’esercizio e la manutenzione dell’infrastruttura, consentendo così che un danno all’impianto elettrico bloccasse il traffico.

I fatti

Tutto partì dal danneggiamento di un cavo elettrico da parte di un «chiodo» durante lavori eseguiti da un’impresa appaltatrice. In questo modo, nella mattina del 2 ottobre 2024, alla stazione di Roma Termini venne meno l’alimentazione e i sistemi di backup non riuscirono a garantire la continuità operativa, così il traffico ferroviario venne sospeso. 

Nel disservizio furono coinvolti 1.165 treni, con 69.267 minuti di ritardo complessivi, in media 59 minuti per convoglio. Le soppressioni totali o parziali furono 680, mentre 31 treni vennero deviati da Termini. 

Le responsabilità di Rfi

Secondo l’Art, la paralisi successiva all’incidente è derivata da una serie di vulnerabilità organizzative e infrastrutturali in capo a Rfi. Tra queste l’insufficienza dei sistemi di allarme e la mancata individuazione in tempi rapidi del blocco che impediva il funzionamento degli apparati.

Rfi ha sostenuto davanti all’Art che il danneggiamento fosse un evento straordinario e imprevedibile, riconducibile all’operato di una ditta esterna al gruppo Fs e gestito con misure che hanno consentito di ripristinare gradualmente l’operatività. Tuttavia, per l’Autorità prevale il fatto che il gestore deve disporre di presidi tali da limitare eventuali emergenze, anche frutto di imprevisti e guasti tecnici.

La multa

La sanzione è stata fissata partendo da una base di 2 milioni di euro, ridotta di 250 mila euro dal momento che, dopo l’incidente, Rfi ha rafforzato il sistema di allarme, remotizzando le segnalazioni e introducendo procedure che prevedono l’intervento sul posto dei tecnici anche in assenza di ulteriori allarmi. (riproduzione riservata)