La Bce scende in campo anche contro le fintech. Dopo i timori espressi su Mythos, l’ultimo modello di AI di Anthropic capace di bucare i sistemi informatici delle banche, Francoforte ha limitato le possibilità di Revolut di lanciare nuovi prodotti in Europa. L’istituzione guidata da Christine Lagarde è preoccupata per la rapidità con cui la fintech cresce nel Vecchio Continente.
Così a luglio del 2025, secondo il Financial Times, la Vigilanza ha ridotto i margini di manovra della divisione europea di Revolut finché non risolverà alcune «carenze» interne nel processo di approvazione dei nuovi servizi e non farà rivedere le relative funzioni di gestione del rischio, compliance e legali a un revisore indipendente.
Per la prima volta nella sua storia, inoltre, la Bce avrebbe vietato a Revolut di acquisire altri clienti o di comprare società in Paesi extraeuropei. Un serio intoppo per chi, come il ceo Nik Storonsky, punta a numeri sempre più rotondi per sbarcare in borsa con una valutazione stellare di 200 miliardi di dollari (quella attuale si aggira sui 115 miliardi). Ben più alta, insomma, dei principali istituti di credito europei.
Gli inglesi avrebbero aperto sin dall’inizio a Francoforte, in allerta per lo sviluppo repentino delle fintech che non sono soggette ai requisiti regolamentari previsti per le banche a tutela del sistema. Una fonte ha rivelato che Revolut si sarebbe subito mossa per rafforzare i processi interni, introducendo dei controlli più rigidi. Non è chiaro, però, se la Bce sia rimasta soddisfatta e quindi se abbia revocato tutte o parte delle restrizioni.
«Abbiamo un dialogo continuo e costruttivo con le autorità di vigilanza e siamo impegnati a rispettare i più elevati standard di governance e gestione del rischio», si è limitata a rispondere Revolut al Financial Times. A far pensare a un esito positivo è la crescita continua in Europa, dove la fintech inglese ha lanciato nuovi prodotti, come mutui e conti per i giovani, e acquisito sempre più utenti.
Nata nel 2015, Revolut ha 75 milioni di clienti e ha chiuso il 2025 con un utile ante imposte di 1,7 miliardi di sterline (+57%) e con un fatturato di 4,5 miliardi (+46%). La fintech ha ottenuto la licenza bancaria nel Regno Unito, concessa in via definitiva a marzo dopo anni di stallo dovuti proprio ai timori delle autorità locali sull’adeguatezza delle funzioni di gestione del rischio.
Una domanda analoga è stata presenta sempre a marzo negli Usa, mentre nell’Ue la licenza bancaria è arrivata dalla Banca Centrale Lituana, che supervisiona Revolut insieme alla Bce. In questo caso l’obiettivo di Francoforte è assicurarsi che i livelli di capitale e la liquidità della fintech non vengano intaccati dai nuovi prodotti e siano sufficienti a sostenere la crescita in futuro.
Ma quella con la Bce non è l’unica bega europea di Revolut. In Italia, ad aprile, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha sanzionato la società con una multa da 11,5 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette, cioè per aver fornito informazioni fuorvianti sulle sue commissioni e sulle condizioni dei prodotti d’investimento. (riproduzione riservata)