Multa da oltre 11 milioni di euro da parte dell’antitrust italiano a Revolut. La banca, secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ha «diffuso messaggi ingannevoli sui servizi di investimento offerti e ha usato modalità aggressive e ingannevoli nella gestione dei servizi bancari».
Oggetto delle sanzioni, formalmente, sono Revolut Securities Europe Uab, società del gruppo che offre servizi d’investimento in Europa, e Revolut Group Holdings Ltd per «pratiche commerciali scorrette».
Nelle scorse settimane era partita una raccolta di segnalazioni, che avrebbe coinvolto anche Revolut, da parte di Altroconsumo per il caos dei pagamenti su iban non italiani bloccati.
Entrando nel dettaglio, l’Antitrust ha multato le due società del gruppo Revolut per 5 milioni di euro per violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. Secondo l’Agcm hanno «omesso di fornire ai clienti, già in sede di “primo aggancio” pubblicitario, informazioni chiare ed esaustive sulla presenza di ulteriori costi e sulle limitazioni che caratterizzano gli investimenti senza commissioni, i quali includono azioni frazionate che presentano notevoli differenze rispetto alle azioni intere, tra l’altro, in termini di rischi, diritti e trasferibilità».
Inoltre l’Agcm ha sanzionato le due società del gruppo una sanzione per 5 milioni «per aver gestito con modalità aggressive e per aver omesso (o fornito in modo non chiaro) informazioni rilevanti su condizioni e modalità di sospensione, limitazione e blocco del conto di pagamento».
In particolare, per l’antitrust le due società non hanno «fornito sufficienti informazioni in sede precontrattuale, né preavviso in prossimità dell’adozione delle restrizioni, né confronto o assistenza adeguati una volta eseguita la restrizione». L’impossibilità, anche per lunghi periodi, di accedere ai propri fondi e ai servizi collegati, «ostacola l’esercizio di diritti contrattuali e la possibilità di far fronte a esigenze di vita, anche urgenti, l’Autorità ha ritenuto queste condotte lesive degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo, perché in grado di condizionare indebitamente la libertà di scelta di consumatori e microimprese».
Infine una multa da 1,5 milioni per «non aver fornito informazioni chiare ed esaustive su requisiti e tempistiche per ottenere l’iban italiano (con iniziali IT) al posto dell’iban lituano (con iniziali LT)».
La risposta di Revolut non si è fatta attendere. «Revolut non concorda assolutamente con le conclusioni dell'Agmc e presenterà ricorso. Restiamo fiduciosi che le nostre comunicazioni siano chiare e trasparenti. La tutela dei nostri milioni di clienti è la nostra priorità assoluta.
Operiamo nel rispetto dei rigorosi standard bancari italiani. Le verifiche dei conti sono obbligatorie e necessarie per proteggere i nostri clienti e l'integrità del sistema finanziario. Il passaggio agli Iban italiani ha seguito rigorosi protocolli bancari locali. Siamo tenuti per legge a verificare la documentazione e l'idoneità dei clienti per garantire una transizione sicura, conforme e ordinata all'entità locale. Questa decisione non avrà alcun impatto sulle attività o sulla situazione finanziaria di Revolut». (riproduzione riservata)