Il Btp Valore batte la guerra e fa la fortuna della raccolta delle reti di consulenza. Forti del collocamento del titolo di Stato retail, chiuso sopra i 16,2 miliardi di euro di ordini da parte di 522 mila italiani, le associate di Assoreti hanno archiviato il mese di marzo, il primo del conflitto in Medio Oriente dopo l’attacco all’Iran da parte di Usa e Israele, con oltre 6,5 miliardi di euro di raccolta, che portano il totale da inizio anno a 17 miliardi.
In particolare, i titoli di Stato hanno portato alle banche reti nel perimetro dell’associazione presieduta da Massimo Doris (Banca Mediolanum) quasi 4 miliardi di euro, il 57% della raccolta mensile complessiva.
Ma nonostante la turbolenza dei mercati e l’appetito per i Btp - che rientrano nella categoria del risparmio amministrato - anche le soluzioni di gestito sono riuscite a tenere botta. I fondi comuni hanno portato alle associate 923 milioni (3,4 miliardi da inizio anno), le gestioni patrimoniali oltre 1 miliardo, i prodotti assicurativi e previdenziali 905 milioni.
In buona sostanza, l’unico segno meno della raccolta di marzo è quello proveniente dalla liquidità (-973 milioni). Segnale del fatto che i consulenti hanno saputo indirizzare la clientela verso soluzioni di risparmio gestito, siano esse prodotti di protezione o soluzioni a più alto rischio per entrare nel mercato sui ribassi, oltre che verso il nuovo Btp.
Lo conferma Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti: «I dati a fine marzo evidenziano un quadro di sostanziale equilibrio di investimenti verso soluzioni di risparmio gestito e attività amministrate, cogliendo nel mese risorse dalla liquidità».
Nel mese di marzo, calcola ancora l’associazione di categoria, il contributo delle reti di consulenza al sistema dei fondi aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, è pari a 1,9 miliardi di euro, a fronte di un saldo complessivo di sistema (censito da Assogestioni) negativo per 4,4 miliardi.
Da inizio anno l'apporto delle reti all'industria dei fondi aperti raggiunge 6,3 miliardi, in un contesto in cui il bilancio dell'intero sistema si attesta a -1.8 miliardi. Tra le singole reti, a mettersi in luce a marzo c’è stata Fineco, prima per raccolta con 1,4 miliardi di afflussi. Segue Banca Mediolanum a 1,14 milardi. Terza posizione per Fideuram-Ispb (gruppo Intesa Sanpaolo) a quota 1,1 miliardi. (riproduzione riservata)